Il metodo M

Da quando ho scoperto che grazie al velcro e alla mia barba riesco a portare in giro molti più oggetti di una persona normale, la vita mi sorride, non sono più gravato dall’onere del seppur nobilitante lavoro e innumeri giovani fanciulle sono incuriosite dalla collezione di farfalle che comodamente trova spazio aggrappata alla mia guancia. Ah, la chiusura a strappo, sia benedetto nei secoli il suo inventore, o perlomeno per tutto il tempo per cui una chiusura a strappo realmente funziona, prima d’essere invasa da palline di lana d’origine ignota, forse imparentate con le più famose abitanti degli umani ombelichi.
Ma nonostante le ventiquattro felicità imperiali costellino la mia karmica esistenza, l’infinita saggezza che in me risiede non si lascia sorprendere da facili entusiasmi e metto in conto che un giorno la ruota del destino possa girare per il verso sbagliato, sì che mi ritrovi davanti all’unica alternativa di un dignitoso suicidio. Ma se questa un giorno sarà la mia sfida, mi si conceda almeno la scelta dell’arma, scelta che già da tempo ho meditato, perchè chi l’ha detto che morire debba essere per forza esperienza sgradevole? Se proprio proprio si deve andare, meglio farlo col sorriso, ebete magari.
Ecco, in seguito ad approfondite ricerche scopro che tra tutte le sostanze psicoattive di cui l’uomo è al corrente, compresi alcol, caffeina e nicotina, sembra che il THC, principio attivo della canapa e dei suoi derivati, sia quella che necessita la dose più elevata per risultare fatale, mille volte circa la quantita normalmente assunta per un effetto sensibile. Mille canne, un’impresa. Giusto per mettere le cose in prospettiva, sedici lattine di birra in un’ora, o novanta tazzine di caffè, o una dozzina di cerotti alla nicotina possono uccidere una persona di medie dimensioni e in buona salute come niente fosse. Ma sarebbe troppo facile, no?, e io non sono mai stato uno che sceglie la via più semplice, che gusto c’è. Morire per overdose da cannabis, eh sì, c’è di che entrare nei libri di storia, o perlomeno in qualche sconsigliata sezione curiosità di wikipedia. Credo quindi, signore e signori, che abbiamo qui un vincitore.
E anche tu, in bilico su quel binario, pateticamente deciso al grande balzo, per favore, non farmi arrivare il treno in ritardo, dài, non impiastricciarmi le rotaie con la tua organicità interna, rompi il salvadanaio e fa un investimento, mettiti tranquillo e inizia a fumare, vedrai quanti amici ti daranno una mano. Come? Non hai abbastanza soldi? Ti mando dei semi, piantali giù e aspetta che crescano.

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6 risposte a Il metodo M

  1. ciku ha detto:

    però credo che poi moriresti con gli occhi rossi e non è un bel vedere.

  2. Sconsigliata è una chicca. Questa cosa delle canne è fighissima. SI potrebbe farci una storia con personaggi alla Dostoevskij.

  3. argnesa ha detto:

    Quali sono, oh miotzu, le ventiquattro felicità imperiali?

  4. magneTICo ha detto:

    mille?
    ce la posso fare.
    dai!
    ce la posso fare!!!

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