Altre forme di vita.

Da bambino non mangiavo quasi nulla, non c’era verso di farmi mandar giù qualcosa che avessi deciso non mi piacesse, indipendentemente dal fatto che l’avessi provato o no. Ora ogni giorno mando giù rassegnato la mmerda della mensa, pur sapendo già in partenza quanto schifo faccia. Si può notare un miglioramento da parte mia, una maggiore capacità di adattamento, ma – ahime – ciò non è poi così influente sulla mia qualità della vita percepita. Forse che mi stia facendo troppi problemi? Forse che il cibo sia davvero come qui insegnano un ignobile ma necessario strumento alla sopravvivenza? In fondo, potremmo avere torto noi italiani, a pensare che in un piatto ci possano essere non solo calorie in forma grassa, ma anche cultura, tradizione, fascino, piacere, il tutto in forma di sapore e profumi. Intanto, giusto per non sbagliare, il piatto del giorno oggi è untissime polpette panate di merluzzo e salamino piccante, in un incrocio animale che la chiesa cattolica ha dichiarato contro natura fin dai tempi del concilio di Trento. Per fortuna in realtà di animale in quelle polpette c’è solo l’idea, come in un’opera astratta, il concetto di pesce e suino, splendidamente implementato nelle migliori industrie chimiche britanniche. Contro natura è invece l’inculata che mi sono preso lo scorso mese, che m’hanno pagato la stessa cifra del febbraio 2011. Ora, lasciando stare complicati discorsi su inflazione e altri astrusi indici economici, mi risulta che quest’anno febbraio abbia avuto 29 giorni, il che mi fa sorgere il presentimento di aver lavorato un giorno gratis. Una truffa bell’e buona, ma d’altronde, a pensarci, se c’è una cosa che mi affascina del capitalismo è proprio questa: l’infinità creativa con cui sempre si escogitano nuove fantasiose modalità di metterlo nel culo alla ggente.

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3 risposte a Altre forme di vita.

  1. magneTICo ha detto:

    questo l’ho già usato.
    e avrebbe anche funzionato, solo che dopo si è rialzato…

  2. argnesa ha detto:

    Pensa un pò. A me invece mi hanno pagata meno di febbraio 2011. Nonostante lo scatto di anzianità maturato nel frattempo. Per usare un giro di parole forbito, direi che mi hanno infilato nel culo un cetriolo, sospinto da una zucca, sospinta da un veliero col vento in poppa.

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