Inspirational, motivational, sensational.

Il vuoto esistenziale di un tardo pomeriggio d’inverno, passeggiando solitario in via Altinate, mentre il tuo più grande amore se ne sta rinchiuso dietro il banco di un sushi-bar e i tuoi ritmi sonno-veglia gridano la fine della vita studentesca. C’avevo pure scritto un pezzo ai tempi: domenicaaa, c’è qualcosa che non va, domenicaaa, non so cosa ma non vaaaa (calando). Otto anni fa, sembra una dimensione parallela a pensarci, un cumulo di problemi di cui adesso non resta che il ricordo, e l’insegnamento che alla fine di preoccuparsi non vale proprio la pena: tutto passa, passivo. Che i problemi si risolvano o che gli eventi se ne vadano a naufragare sulle bianche scogliere dell’inevitabile poco importa, finche ce n’è continui a svegliarti il mattino e vivere al meglio di quanto ti sia concesso. Ma scusa, ci stavo prendendo la mano, non è certo l’elogio alla mediocrità che alla gente piace sentire, ma storie di esempio e ispirazione, di persone da prendere come modello, di coraggio e virtù, per riempirsi l’animo di forza e innamorata commozione. E ad un passo dalle londonesi Olimpiadi di queste storiacce che tanto piacciono al pubblico britannico ne leggi ancor più del solito, ma quella che ti voglio raccontare io non la vedrai in tivu, ne la leggerai sul sito del corriere, che tanto affabilmente ogni giorno riporta per filo e per segno alcune tra le notizie più inutili del Regno Unito, perchè è una storia umile, di forza e coraggio, sotto gli occhi di tutti ma che solo pochi riescono a scorgere.
Non ne conosco il nome, forse nessuno lo sa, ma c’è un uomo dalla grande anima che nei momenti di sconforto eleggo a grandioso esempio di vita, un poco più che trentenne e di origini indiane – e che io riesca ad ammirare un indiano ti dice tutto sul calibro del personaggio. Mai l’ho conosciuto di persona, ma posso immaginare come egli, sommerso dalle proprie tragedie, si sia potuto ritrovare sull’orlo del suicidio, perchè come dice il mio amico Doug la vita assomiglia ad un film: se arrivi alla fine del primo tempo ed ogni singolo suo minuto ha fatto schifo, è difficile che le cose cambino nel secondo, no? In un remake della vicenda di Giobbe, il nostro eroe è stato investito da un diluvio universale di problemi finanziari, crocefisso alla propria solitudine, martoriato dalle piaghe della calvizie e della superfluità pilifera ma nonostante tutto non si è arreso mai, anzi, ha preso in pugno il proprio destino con una virilità che il D’Annunzio avrebbe cantato nella speranza di infonderla al popolo italico e ha affrontato con ferrea determinazione i suoi draghi ad uno ad uno, uscendone ogni volta vittorioso. E tali sono stati i suoi risultati che in molti ne hanno fatto pietra di paragone ed effige di speranza. Te lo vedi ammiccare tra gli annunci economici, nel riquadro degli strozzini: piccoli prestiti in contanti per tutti, poi sorridere sopra il tuo sedile della metro, nella pubblicità del trapianto di capelli, sorridere a te e a se stesso, nel cartello di fronte, quello del sito di appuntamenti per subcontinentali e sfoggiare la stessa gioia di vivere e la stessa camicia a quadri nella vetrina dell’estetista accanto la stazione di Queensway. Sempre lui, sempre vincente, anzi, vittorioso sui peggiori problemi dell’omo moderno. Come posso arrendermi di fronte alle difficoltà, come posso io tradire la sua eredità, messo di fronte alle sue imprese? Certo, c’è sempre la possibilità che sia solo un modello, ma diresti ad un bambino che Babbo Natale non esiste?

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3 risposte a Inspirational, motivational, sensational.

  1. magneTICo ha detto:

    un grande ottimista Doug! mi piace…
    e mi piace anche lo smascellatore…
    e anche il resto.

  2. paulet1983 ha detto:

    Sono per la caduta degli eroi e dei miti, ma scenderò a patti col bambino che c’è in te: Babbo Natale esiste, però ogni tanto ferma la slitta per fare la cacca.

  3. argnesa ha detto:

    Io non ho capito un cazzo, di quello che hai scritto.

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