Mission

“Fammi un pompino.”
“Ma caro, non potresti essere un po’ più romantico?”
“Fammi un pompino al chiaro di luna.”

E’ difficile sai inventare una battuta, meglio ritrovarsela in internet e aggiustarla secondo le proprie esigenze, ma ancor più difficile è cambiare le persone, a cui, come insegnava il professore emerito Trevisan, si fa prima a metterlo nel culo che in testa. E mentre tu te ne stai lì imbelle a stupirti di quanto io sia divenuto scurrile, il non troppo amato collega Nicholas Crowe, 17 ecc… , nonostante la promessa reprimenda ancora non ha iniziato a lavarsi. Voci di corridoio dicono che come temevo abbia fatto leva sulla famigerata difesa inglese, secondo cui ogni discriminazione vadi bandita in una società che si voglia dire civile. Ma come ben saprai io mica sono persona dai molti scrupoli e visto che a questo mondo avere nemici aiuta a vivere meglio, se non più a lungo, eccomi iniziare una spietata campagna di subdole tattiche per loscamente convincere l’anonimo collega a licenziarsi. Come fare? Non dirmi che in tutti quegli anni di scrivania non hai imparato nulla! Beh, la distruzione totale del morale di un colavoratore si attua attraverso sistematica applicazione di sperimentate procedure dall’efficacia infallibile, tra le quali ricordiamo:

– rivolgersi a lui con un nome diverso dal suo, se possibile Charlie, o ancor meglio Franco: un nome straniero aumenta l’effetto alienante, soprattutto se come nel nostro caso il soggetto è orgogliosamente nazionalista

– smettere di parlare con gli altri colleghi quando la vittima entra nella stanza

– aspettare la pausa pranzo per spegnere il monitor o allentare il cavo della tastiera al computer del poveraccio

– arrivare in ufficio per primo e cambiare l’altezza del sedile del condannato a morte lavorativa, non di molto, ma di quanto basta per farlo sentire scomodo e perplesso al tempo stesso

– guardarlo e mostrarsi attenti quando colui parla, poi andarsene senza rispondere.

Altre idee?

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3 risposte a Mission

  1. ciku ha detto:

    la seconda è micidiale.

    (vadi???)

  2. argnesa ha detto:

    Una eccellente secondo me è, durante una pausa coi colleghi, dire “scusate, vado un attimo in bagno”, correre alla sua scrivania e mollare una sonora scoreggia, e poi tornare come se niente fosse alla macchinetta del caffè con tutti gli altri.
    Questo da fare sia che il soggetto sia alla scrivania, sia che sia insieme agli altri alla macchinetta, sia che non ci sia proprio. Si ottengono diversi risultati ma tutti apprezzabili.

  3. magneTICo ha detto:

    Merda ho anch’io lo stesso problema. A tutte queste soluzioni non avevo mai pensato. L’unica cosa che abbiamo fatto, in accordo coi colleghi, è stato comprarle un set di bagnoschiuma che non ha sortito effetto alcuno. Ora metterò in pratica i tuoi insegnamenti. Se mi dovessero venire altri spunti (oltre ai conati di vomito) te lo farò sicuramente sapere.

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