Ricominciamo.

Toh, chi si rivede, tutto ok? Spargi la voce che sono tornato in città, chè tutti lo sappiano: quel che devo dire è troppo importante per andare perduto, al punto che a dirla tutta ancora non so se riuscirò a trovare le parole adatte.
Proviamoci.
M’ero ripromesso di non parlare di Rio e della mia avventura, chè erano vacanze quelle, da tutto, e perchè ne ero geloso, si doveva trattare di una cosa tra me e la città soltanto, ma qualcosa mi tocca di lasciarmelo scappare: troppo grande è lo stacco con la vecchia Londra da non scioccare la retina e impressionare l’animo. Non si può tacere tutto.
Da dove cominciare… beh, in ogni buon locale notturno di Rio, arriva un momento critico nell’arco della serata, un istante t di saturazione chimica, in cui osmoticamente tutte le ragazze stanno baciando qualcuno – non io, per carità, ma qualcuno. Belle, brutte, alte eccetera con belli, brutti, alti eccetera accoppiati senza logica apparente, forse a caso, forse secondo precisi criteri che sfuggono all’ingenuo europeo. Anche per strada, calata la notte, vedi più baci che borseggiatori, e abbracci e sensuali carezze. Tu non partecipi ai giochi senza frontiere della letizia, ma qualcosa ti fiorisce dentro, un senso più alto di amore per la vita, la sublimazione degli istinti repressi potrebbero dire, non so, ma comunque qualcosa di bello ti solleva lo spirito e alleggerisce il passo. Pensi: bello.
Ecco, sono da due giorni a Londra ed oggi me ne sono andato a fare un giro sotto la pioggia, così, tanto per godere della sensazione dei piedi bagnati e vedere se riesco ad ammalarmi prima di dover tornare in ufficio. Niente di maratonico, giusto fino a Bayswater e ritorno, senza nemmeno fare il giro da dietro Westbourne Grove, ma un percorso evidentemente abbastanza lungo da farmi riscoprire Londra, e incontrare in tre luoghi e momenti differenti tre diverse ragazze bagnarsi i capelli di lacrime al telefono. All’altro capo, chi ci sarà stato mai, un qualche ragazzino dal capello alla moda e l’alito etilico, nella sua camicia a quadri, con quel fare tipico dell’encefalo fallico che poco stupisce riesca a far piangere un giovane angelo.
Che dire: non so, c’è qualcosa di diverso, e alle volte bisogna uscire di casa per capire come essa sia.

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4 risposte a Ricominciamo.

  1. magneTICo ha detto:

    quindi niente? ce l’hai fatta? sei il mio eroe.

    ben ritrovato ingegnere…

  2. ciku ha detto:

    sei riuscito ad ammalarti?
    bentornato.

  3. lucilla ha detto:

    non riuscirai mai a farmi credere di non aver partecipato ai jogos sem fronteiras brazileiros. Impostore. E pensare che io sto qua in Asia a purificarmi anche per tutti voi….

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