Pomeriggio ore sei, la soluzione. Finale.

Ora, sono due anni che scrivo, due anni in questo mio posto dell’anima, e te ne sarai accorta spero, ho il vezzo di cercare riferimenti, corrispondenze tra la mia vita e la canzone italiana degli anni più o meno sessanta: una mia piccola perversione. E dopo tutto questo tempo nessuno mai che mi sia venuto a chiedere perchè tra l’ intero enorme repertorio a disposizione, negli ultimi mesi abbia scelto proprio questo vecchio successo dell’Equipe 84, forse che lo sappiano già tutti? Che sia perchè è l’ora in cui ritorno a casa la sera? Magari, quelle sono le nove cara. Che sia un pezzo a caso, tanto perchè ero rimasto senza idee? Credi davvero che io possa rimanere senza idee? E allora? Allora fatti un giro sul tuotubo, rivatti a vedere il video ancora una volta, noti niente di strano? Sicura? La storia del pezzo ormai la sappiamo, no?, i due ragazzini che eccetera eccetera… Ecco, chi me lo spiega adesso, cosa cazzo c’entrano con loro il paese abbandonato, così luminoso da mettere inquietudine, nudo il suo tempio, disseminato di scale e terrazzi di escheriana memoria. E cosa c’entrano, chi sono?, quelle figure silenziose incappucciate, massoni, o penitenti, satanisti dalla veste pregna di sangue. Ti aspettano, con le mani ai fianchi, ti guardano immobili e incutono. Timore. Siano forse allegoria delle tradizioni che vogliono i nostri cari innamorati casti e schiavi di una morale borghese ormai in declino? Simbolismo dall’Equipe 84? Macchè. E ancor più, cosa c’entrano Vandelli e compagnia, con i ragazzini, loro che già allora dimostravano cinquant’anni? Misteri, ma agli occhi miei soltanto evidentemente, perchè rivatti a vedere il video, dai un’occhiata ai commenti e trema: nessuno, nessuno tranne un certo lacunablu – e te lo dico fin da subito: sono io in incognito – che si chieda quale sia il senso di questo mostro multimediale. Forse che tutti sappiano qualcosa che io ignoro? Ne dubito.

Certa gente, e io con loro, fa cose, ogni giorno, si alza a quell’ora, lavora in quel posto, si sposa, fa figli, lava la macchina, lava la macchina dal vomito dei figli e non si fa domande, non si ferma mai. Ramasay almeno un alibi ce l’ha: è il suo dovere, imposto dal cosmo, le sue buffe divinità, il suo infallibile oroscopo, ma io? Com’è successo che mi sia ritrovato qui, a fare questa vita, la sveglia, la metro, il computer e tutto il resto, e prendere tutto per buono e giusto, nonchè immutabile? E a prudermi, bada bene, non è il fatto che le circostanze mi abbiano portato a questo punto, ma lo starmene qui, a guardare il mio video, ascoltare la mia canzone, e non chiedermi se le due cose ci azzecchino o no. T’è mai successo?

Fine del capitolo.

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5 risposte a Pomeriggio ore sei, la soluzione. Finale.

  1. ciku ha detto:

    nella mia personale classifica dei lavori preferiti, faccio quello che sta al terzo posto. e lo faccio perché è quello più comodo, quello che mi cercava senza che lo cercassi io. mi piace, spesso mi diverte ma, minchia, il pensiero degli anni e anni e anni che ancora mi aspettano mi sfianca.
    prima-seconda-terza-quarta-quinta-prima-seconda-terza-quarta-quinta-prima-seconda-terza…
    ok, ora sono depressa, grazie. spero di non ritrovarmi l’armadio ricolmo di ometti incappucciati.

    devo cercarmi una canzone mia.

    • miotsu ha detto:

      Spero non ti riferisca alle taglie di reggiseno, cambiamenti di peso del genere non sono molto indicati. non volevo certo deprimerti cara, al massimo farti porre domande, tastare il polso, e alla fine mi par di capire che almeno sai dove stai andando.

      Vamos a la playa?

      O o o o o!

  2. garbanzos ha detto:

    è che poni delle domande scomode. e siccome queste domande occupano un sacco di tempo e spazio, tu stesso in persona non ti scomodi nemmeno un pomeriggio a bere un caffè con una “vecchia” amica-conoscente persino un po’ parente, se vogliamo, che per un caso strano della vita, che non sappiamo dove, ma va, è capitata in questa fredda terra d’albione. e presto se ne diparte. ci vediamo in italia, forse.

  3. paulet1983 ha detto:

    Seguendo il tuo ragionamento, mi sono vista altri video dell’Equipe 84. Degno di rilievo risulta quello della famigerata “Ed ho in mente te”.

    Domanda: cosa c’entra il barbone? O, più precisamente, chi ha in mente, quando apre gli occhi svegliandosi sulla panchina incartato come un panino?
    Lui, poi, “cammina per le strade”, ma in realtà sono in tre, e zompettano armati, per portare cappuccio e brioche all’altro barbone/batterista. Era forse lui, l’oggetto degli équipensieri?
    “Io lavoro più forte”, e saltano in macchina. La domanda: perché questa scena ha ispirato profondamente “Arancia meccanica”? http://www.youtube.com/watch?v=_ltwX603Ft4
    Aspetta…quattro tizi poco raccomandabili, che corrono felici in auto per andare…a pestare barboni! Tutto coincide.
    Il mio complesso di inferiorità mi dice che per quante domande io mi ponga, ho bisogno che il mio universo rimanga internamente coerente, in culo all’entropia, e all’Equipe 84.
    Ciao Miozzo.

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