Cose che alla gente non piace sentire.

Non dimentico mai le promesse, piuttosto non le mantengo, ma dimenticarle mai. E visto che ormai questo posto è sempre meno una guida ai vicoli della capitale britannica e sempre più un resoconto di itinerari cerebrali del sottoscritto, colgo oggi l’occasione per parlare un po’ di quel capolavoro di letteratura per bambini che è la bibbia. In particolare, cara Ilenia, ci tenevo a irridere il paradosso da troppo tempo celato sotto il velo dell’ignoranza secondo cui si possa prendere una pubblicazione oscena a modello morale, pensarsi donna moderna e al tempo stesso dormire sonni tranquilli. Ovunque l’eredità dell’antico testamento ci insegna, invita, esorta a trattare il genere femminile come proprietà privata o merce di scambio all’evenienza, e di invitarla alla disciplina nei modi più spiritosi. A me basta citare il patriarca Abramo e il suo regalo al faraone in forma di consorte a prestito (Genesi 12 se non sbaglio), ma per una lista esaustiva e ben documentata vi rimando qui.
Sì, sì, mi sembra già di sentirti cara: gna gna gna, gna gna gna, chiaramente le scritture non vanno interpretate alla lettera, bla… bla… bla. Cheddire: ecc’hai ragione, bisogna s-cervellarsi imperterriti accumulando notti insonni in intricate filologie finchè ogni discrepanza non sia risolta, la polvere scomoda finita sotto il rassicurante tappeto della razionalità bizantina. Il solito alibi bendato insomma, ma poi, mi chiedo, chi mai l’ha detto? Chi ha deciso, dove sta scritto che la cosa non va presa alla lettera? Se sta scritto da qualche altra parte significa che esiste un’autorità letteraria che ignoro ma maggiore, un testo super-sacro, sacro al quadrato da usare come sommo riferimento. Ma no, sciocchino di un Miotsu, è il comune buon senso, dai, stiamo parlando di un libro scritto per una società di nomadi mediorientali, avidi, infidi e dal naso adunco, in un tempo in cui non avevano ancora l’iPhone, e alla gente piaceva parlare per metafore. Tempi in cui se andavi dall’ortolano e chiedevi un cetriolo, lui interpretava, mica ti prendeva alla lettera e così te lo pigliavi nel culo. Ma tornando al buon senso, al pericolo dell’interpretazione letterale, beh, piuttosto che star qui a sprecare tempo e intelligenza, per tappare falle e gaffe difficilmente arginabili, arrampicare specchi così ripidi, perchè – la mia umile proposta – non buttiamo tutta la bibbia ar cesso e ne riscriviamo un’altra, semplice, che possa essere presa così com’è, parola per parola, senza paura di incorrere in oscenità immonde? Magari con qualche parolaccia pure, un paio di barzellette sui carabinieri, e un sacco di smileys.
+… 😉

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Cose che alla gente non piace sentire.

  1. mauro ha detto:

    Che Javè ti fulmini!Quanta ragione!

  2. argnesa ha detto:

    Trattare la figura femminile in un unico grosso libro è davvero un’impresa che neppure Dio.
    Magari se ne facessero un’edizione speciale a forma di cazzo se ne potrebbe parlare.

Lascia anche tu un Commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...