Avere uno scopo.

Diceva il vecchio Billy: leggi il giornale e scopri che una folla di giovani donne si accalca al processo di Bundy il bello per fargli avere le loro lettere d’amore. Ted Bundy, un tipo che ha torturato, stuprato, ucciso e stuprato di nuovo, tanto per star sul sicuro, più di trenta ragazze e mai se n’è mostrato pentito, perchè avrebbe dovuto poi, non provava emozioni lui, mica era colpa sua. Ted Bundy… omicidi… lettere d’amore, c’è qualcosa che non quadra in questa equazione, ma il pensiero che lampante percorre la mente di Billy è un altro: e io non scopo. Sì, lo sa, ci sono delle morti, e orribili, c’è uno psicopatico di quelli da film, delle idiote, e nonostante tutto la prima cosa che gli viene in mente è: e io non scopo. Cinico, ma chi sono poi io per biasimarlo?
Dopo mesi di scuse e rinvii finalmente dal medico ci sono andato, a far la lista delle botte prese in palestra. Nella sala d’attesa quattordici diversi opuscoli sulla contraccezione e le sue più saporite sfumature, li sfogli e capisci molto degli adolescenti britannici, li sfogli, poi pensi: e io non scopo. Cose che fanno riflettere, come leggere qua e la nella grande rete e scoprire le vicende di giovani friulane in preda al morbino, come diceva la nonna, che prendono troppo sul serio adagi popolari come: ehi done, osei e schei, fin che ghe n’è ciapei, chiudendo pure un occhio sulla questione schei. Sembra un mondo di fantascienza, in cui le serate non sfiniscono in una stanza fredda in anestetiche nuvole di fumo, ma in cui la gente si incontra, parla poco, e “non se ne sta certo lì a fissarsi negli occhi”. Come non pensare…
Ecco, pur non avendo mai massacrato nessuno, ogni settimana anch’io ricevo lettere su lettere da adulanti ammiratrici dello mio stile scrittorio – non chiedermene il perchè, le mie vere qualità sono ben altre – email dall’altro lato della Manica che gridano non-violenta ma fisica vendetta. E ciò stante non scopo, come fossi rassegnato, anzi ti diro di più, più che rassegnato ne sono quasi orgoglioso ormai: non è roba da tutti e c’è di che andarne fieri a questo punto, ed adoperarsi per mantenere lo status quo. E così, come sicuramente saprai, ispirato da Calà e Boldi – messaggio personale ai due: per favore uccidetevi, e presto – passerò il Natale e le ultime tre settimane del santissimo avvento a Rio de Janeiro, sulle sabbie di Ipanema e Copacabana, tra i coltelli delle strade carioca e i ragni dei cassetti del comodino. Ma non farti strane idee di tropicali avventure, perchè la strana idea invece l’ho avuta io: entrare nel guinness dei primati, negli annali del coraggio, nella storia come primo italiano scapolo e trentenne a passare un mese in Brasile e non scopare mai, così, per la gloria.
Perchè cara l’astinenza è decisamente il nuovo rosa quest’anno.

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3 risposte a Avere uno scopo.

  1. magneTICo ha detto:

    Se ci riesci, te lo giuro, sarai il mio eroe per sempre!

  2. Pingback: Avvento. | Pomeriggio ore sei.

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