Wiki Job, o Jobs, o Blowjobs

Non sono uso farmi i cazzi vostri, già è così dura raccontarvi dei miei, soprattutto all’alba di una sbronza da due anni di vita in meno, ma mi va di fare un’eccezione.
Wikipedia Italia è ed è sempre stata perfetta immagine del paese che vanagloriosamente crede di poter arricchire: patetica. Il numero di articoli pubblicati è risibile, ogni voce è di lunghezza tale da evitare le docce degli spogliatoi per la vergogna e comunque incredibilmente riesce ad essere farcita di dettagli e pettegolezzi insignificanti. Le voci di carattere tecnico sono incomprensibili, mentre innumerevoli pagine sono semplicemente tradotte dalla magnificente versione inglese, ed è questa cosa buona, ma alcune soltanto a metà, chè arrivi in fondo e t’accorgi di leggere in una lingua diversa da quella con cui eri partito, sempre che tu la capisca. Tra le poche cose uniche nella wikipedia italiana la lista dei comuni, l’ultima fidanzata di Gigi Sabani e qualche pornostar ungherese, inezie, se ci pensi, che poco onore fanno e che soprattutto non possono nascondere quella che è di Wikipedia Italia la più grande colpa: rendere il sapere, seppure in forma scadente, accessibile alla grande massa di rape ignoranti, plebei della cultura, gente che al massimo c’ha una squallida laurea triennale in discipline umanistiche o che ha fatto l’Itis (ci crederesti? Lasciano in libertà personaggi che non hanno studiato il latino, che squallore degradante). Di fronte a tale prometea empietà uno solo può essere il verdetto: morte e tenebra perenni. Grazie Silvio.
E visto che sono in vena di sparare merda, non posso rimanere muto di fronte all’evento del giorno di qualche giorno fa: la non troppo prematura morte di Steve Job, o Jobs, o Blowjobs, non l’ho capito mai, ma inutile dire chi sia. Messaggi di cordoglio e commemorazioni da colleghi, rivali, presidenti, comunità online in lutto e ovunque posi gli occhi, il ringraziamento sincero al Leonardo del duemila, bello e lucente, per aver rivoluzionato in meglio la vita di milioni di persone. Mavaffanculova’. C’è gente che polemizza eddice che adesso con tutti questi emmepitre e aifons e tutto il resto non c’è più spazio per la socializzazione e luoghi di incontro come i mezzi pubblici sono diventati ammassi di autistici ipnotizzati. Cazzate, il punto non è questo, perchè sono diciannove anni che mi salumifico tra autobus, treni e quant’altro e mai s’è stati poi tanto socievoli suvvia. Pure quelli che escono con te, poi passano tutto il tempo a messaggiarsi il deretano, prima dei cellulari semplicemente facevan finta d’esser lì ebbasta. Un mondo se non migliore insomma, perlomeno non peggiore, in superficie, se non prendi in considerazione il contributo dato dalla Enorme Mela alla sottocultura degli hipster contemporanei, altresì detti dickhead, di cui presto ti parlerò, che adorano sbanderiare la loro non-superiorità intellettuale occupando i tavolini degli Starbucks con portatili dal design così cool. Per non parlare di quelle specie di lavagnette da quiz televisivo che tanto preme mostrare agli indiani che ce l’hanno fatta o, più perniciosamente, della marea di brevetti con cui questi nemiciamici dell’umanità ci hanno appestato, protezione intellettuale che si traduce in inutile freno per la ricerca e lo sviluppo. E infine come non citare uno dei primi interventi del pelatino alla guida del gigante di Cupertino: chiudere ogni attività di beneficenza, una misura d’emergenza all’epoca, e da allora non donare più un centesimo. D’altronde, lo difendono, lui la beneficenza l’ha fatta migliorando la vita di milioni eccetera eccetera. Sì sì, beh, bello stronzo invece. Sai che ti dico, son proprio contento che abbia tirato le gambe, e spero abbia sofferto, come tutti quei malati che non hanno più potuto essere curati dopo la fine delle donazioni, e spero che quelli al suo capezzale fossero tutti presi a messaggiare e giocare agli uccelli arrabbiati mentre lui ci lasciava le penne, quel farabutto. Chiaramente, spero tu capisca la differenza tra la serietà e l’ironia, la grottesca iperbole che mira al divertimento ed alla riflessione, come potrei mai gioire della morte di un tizio che non ha fatto del male quasi a nessuno, non sarebbe proprio da me. Tuttavia, caso strano…

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Una risposta a Wiki Job, o Jobs, o Blowjobs

  1. magneTICo ha detto:

    ma soprattutto se piove non aprire l’ombrello! (cit.)

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