Martedì.

Non so come ci si sia arrivati, con lui i discorsi prendono sempre vie escheriane, ma il buon Ramasamy si mette a raccontare dei tempi dell’università, laggiù nel subcontinente, quando di tanto in tanto tra tutti i coinquilini si mettevano venti rupie a testa per noleggiarsi tivu, videoregistratore e cassettina. Poi, porno per un giorno intero, per sfruttare al massimo l’investimento. Non è chiaro come venisse gestita la situazione, dai punti di vista organizzativo e fisiologico, dico i posti sul divano, quelli in bagno, se il bagno fosse parte del programma oppure… preferisco non indagare, va’. Mi viene da prenderlo per il culo, lo sfigato, produrmi in una qualche capriola di sarcasmo, magari con una leggera connotazione di superiorità, magari pure razziale, poi mi ricordo che lo facevamo anche noi, il martedì sera. Il Nico che c’aveva meno vergogna, lo si portava alla videoteca oltre il cavalcavia e lo si vedeva, attraverso la vetrina, scomparire dietro la tenda, per poi riaffiorare affabile con qualche grande classico degli anni ’70.
Comunque tanto, sai com’è, mica c’è gusto a scherzare col Rama, che c’ha il senso dello humour di un appendino occupato, s’è pure incazzato quando ho provato a registrare una sua telefonata. Credeva il paranoide ch’io volessi raccogliere la sua animata conversazione, farmela tradurre e riuscire infine nella nobile impresa di farmi i cazzi suoi, poveraccio, i cazzi suoi, chi se n’è fregato mai, piuttosto tutta quella cantilena di sillabe disabili, quella sì avrei voluto conservare per ascoltarmela e farmi quattro risate nei momenti di malinconia. Siamo alle soglie del bullismo? Macchè, si sta parlando di un posto in cui se chiedi al muso giallo che ti lavora a fianco se può portarti un caffè dalla macchinetta cui sta andando ti risponde “non sono il tuo cameriere”. Gentaglia. E pensare che mi sono registrato – eh, c’ho il telefono nuovo, lo uso – la voce di ognuno mentre prova a dire “sve-li-a” e ne uso il risultato per svegliarmi il mattino. All’inizio era divertente, adesso devo trovar qualcun altro, chè altrimenti mi girano i coglioni ancor prima di scendere dal letto.
Notte,
Miotsu.

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