A letto.

Mattino ore sei.
La sveglia suona, io vado in bagno. Ci metto quindici minuti contati, ad alzarmi dal letto e raggiungere la postura eretta, tra tentativi falliti, tremolii, bestemmie e il presentimento che quando e se avrò settant’anni anche la carta igienica sarà aromatizzata alla morfina. Ne avevo avuto qualche avvisaglia, dopo la palestra, sai com’è: ti scontri con uno trenta chili più di te, lui ti monta come un toro meccanico e tu devi darci di anche finchè ne hai per togliertelo di dosso. Sentivo il dolorino poi, proprio là dove m’ero fatto male anni addietro, e mi aspettavo un risveglio difficile, ma nulla di simile. Ora finalmente so come ci si potrebbe sentire dopo aver passato la notte con le campionesse provinciali di pallavolo, tutte assieme, ma avrei preferito scoprirlo in modo diverso. E mentre io vivo il mio dramma personale, e dal mio pavimento scrivo sdraiato sul fianco, fuori di qui le campionesse provinciali di pallavolo ne fanno come un branco di roje in una melonaja. Pallavoliste, vabbeh, diciamo pure la feccia della mmerda della criminalità di strada. Che gli venisse la lombosciatalgia, a questi negri di merda. Negri perchè ben diversi dalle rispettabili persone di colore con cui volentieri mi intrattengo in altrettanto rispettabili conversazioni, di merda perchè c’è pure bisogno di dirlo? La polizia ammazza un delinquente, armato, e la gente s’incazza. Comprensibile. La gente dimostra, sembra che una ragazzina non meglio identificata si prenda una manganellata e la gente s’incazza ancora di più. Ancora più comprensibile. La gente è incazzata e brucia autobus, macchine, sfonda vetrine, svaligia depositi di televisori al plasma. Televisori al plasma, la protesta in alta definizione, fossero almeno stati LCD. Come diceva il Bob Dylan dei nostri: non me lo so spie-ga-re. Il casino poi è come la moda dei succhiottini di plastica colorata agli inizi degli anni novanta: basta che uno cominci ed ecco Londra in fiamme. Prima i quartieri meno raccomandabili, poi il resto. Da Liquirizio, da Ciru, sotto l’ufficio di An(n)a e ancora non lo so, forse anche da Stella. E ancora domande: e mia sorella? E i ragazzi della bassa? Dove va quell’elicottero? Cosa c’entra con il razzismo l’Electric Ballroom? Perchè rubare la targhetta della via dove abitava Amy Winehouse? Che fine ha fatto Giusy Ferreri? La gente vuole l’esercito, il sindaco rimane in vacanza per tranquillizzare l’opinione pubblica, lui non è tra i facinorosi, qualcuno offre succo d’arancia gratis per sedare la rivolta. Rivolta poi, i moti delle pallavoliste, il saccheggio. Il caro dolce enorme capo della palestra si concede al campanilismo: in Brazìu queste cose finiscono in fretta: la polizia spara alla testa, e cazzo paradossalmente a tutti suona come cosa da paese civile. Ieri notte, mentre il male si impossessava delle mie vertebre, sembra sia toccato pure a noi. Adesso sento sirene là fuori, la mia padrona di casa deve fare la spesa ma non può, ha paura. Il nostro supereroe, l’uomo pipisello, ha il mal di schiena e il suo fido aiutante, il sardo con la polo e il golfino sulle spalle, è in Costa Smeralda.
Alle persone di pace, tocca di soffrire sdraiate per terra.
Miotsu.

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2 risposte a A letto.

  1. lucillasan ha detto:

    caro Miotsu, sto imparando che la rivolta non sempre è interpretabile con le nostre categorie. E se guardiamo senza filtri, non tutto è sempre piacevole e lineare. Ti bbbacio (ma tu non passi dallo stivale prima di fine agosto?)

    • miotsu ha detto:

      La rivolta è altra cosa però, non è ricevere un messaggino sul proprio blackberry e dire agli amici oi, stanno inculando tutto, andiamo a vedere s’è rimasto qualcosa. Perchè questo è stato, senza nessun messaggio nè intento politico, una sospensione nemmeno dell’etica – che evidentemente mancava già prima – ma dei freni che tengono il comportamento nei binari della pacifica convivenza. Non è la Siria qui, e neppure l’Italia, non ci sono governi da rovesciare o disastri ambientali da fermare, molti di quei bastardi vivono con i sussidi pagati anche da quelli che si son visti la casa bruciare. Senza contare che fisiologicamente le conseguenze saranno paragonabili a quelle di un terrorismo nero secondo tutti i crismi: più diffidenza, se non ostilità, verso le classi povere, verso lo straniero, il giovane senza futuro e desiderio popolare di una sensazione di sicurezza che giustifica maggiore controllo, presenza e potere per la polizia. L’Inghilterra non si meritava questo ed ora rischiamo di fare passi indietro.
      Per il resto, secondo la mia agenda vedo improbabile la mia presenza in Italia prima dell’estate 2013, ad essere ottimisti.

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