Cincin, butei, cincin

Mister Ye se n’è andato, e dice che non torna più.
Trecento sere abbiamo passato assieme, senza dire una parola mai. Cosa avrei dato per capire, per scoprire i tesori in fondo al mare della sua voce placida e profonda, ma alla fine non è poi così importante, perchè in fondo Mister Ye delle parole non aveva proprio bisogno. Gli occhi sottili dietro il ciuffo ragazzino, il sorriso largo e delicato di ritorno dalla pesca, la mano svelta e sicura con il coltello. Lo ricordo offrirmi sigarette sul balcone, nelle fresche notti d’estate, poi andare a tagliare anguria per tutti. Lo ricordo bellissimo alle nozze di Hemin e tènere le sue carezze sulla mia fronte, mentre sbronzo gli vomitavo sul parquet. Ogni suo gesto parlava, e ti insegnava la forza imponente della gentilezza. Non ho mai conosciuto persona più buona. E’ per gente come lui che inventeresti dio, e ti inventeresti il paradiso, e righeresti dritto, solo per sperare di rivederlo ancora.
Le stagioni passano e tutto se ne va, lacrime cadono nella grappa e il tuo viso riflesso scompare.

Cincin Jinqing, cincin.

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