Giro Girotondo – Gira tutto il mondo

Ok,
io mi sono messo di buona volontà, a compilare l’immancabile rapporto settimanale da oltremanica, ma tra una cosa e l’altra, male/benedetto internetto, son passate le ore e nemmeno me ne sono accorto. La distrazione alle volte, leggendo le news, ho pure scoperto ch’è iniziata un’altra guerra, e mica troppo lontano da te, cara/o, e da due giorni ormai, e io mica ne sapevo nulla. Sono un cinico, ok, quindi non dovrebbe essere un problema, no, il mondo non si ferma per una guerra in più, ma un po’ c’ho pensato lo stesso, perchè di metterti a scrivere cazzate la voglia un po’ ti passa, quando c’hai di queste notizie. Bisogna tener duro e tenere alta la bandiera del Miotsu pensiero di fronte a tutto, ancor più di fronte alla guerra e a certe altre inquietanti news.

News.
Ecco, siamo apposto. Se qualcuno ancora ha il coraggio di parlare di giustizia a questo mondo… condannarlo ad una vita di ascolto degli album, da studio per giunta, di Bruce Springsteen. Uno si ritrova pelato a 20 anni e manda giù la cosa con dignità, voglio dire, senza patetismi e malinconie, al massimo il dispiacere di non poter giocare con bizzarre acconciature. C’è un prezzo da pagare però, per la comodità di dire addio all’asciugacapelli, e, siamo onesti, è l’accettazione dell’impatto che l’esser uomini fin nel midollo ha sulle proprie relazioni interpersonali, insomma: scopate in meno. Perchè ammettiamolo, è così: prendi un qualche figaccione della tele e prova a immaginartelo calvo. Perde quindicimila punti, no? Figurati un tipo regolare. Adesso, maledetti giornali, salta pure fuori che perdere i capelli ventenni comporta pure una probabilità maggiore del 50% di crepare a cinquant’anni di cancro alla prostata, o se ti va bene di mandare al cimitero solo il tuo pisello. Diciotto anni mi restano ancora, maledetti orologi, e tu ancora non me l’hai data. Forse dovrei contrarre un mutuo trentennale e bruciarmi la casa non assicurata quando è ora, per il gusto di crepare mettendolo in culo almeno alle banche.

Brutte storie, insomma, altro che uscire dalla palestra con il naso battezzato, grondante sangue che nemmeno a Civitavecchia hanno visto mai, senza sosta per ore. Inutile dire il senso idiota di soddisfazione che ne ricavi, dal piantarci della carta igienica dentro e ributtarti subito in mischia, a vedere se si può fare di peggio. Comincio a pensare sai di non essere poi un grand’esempio da dare ai tuoi figli, e non solo per l’oramai vecchia storia delle emorroidi. Giovedì, mentre la nostra amata Italietta se ne stava a festeggiare i suoi primi centocinquantanni, nel resto del mondo era San Patrizio, e la serata di conseguenza non poteva che essere votata ad una degna doppia celebrazione etilica della ricorrenza celtico-italica, con il Churchill Arms tempio perfetto delle mie acrobazie liquide, che tanto sanno stupire Amelie – la mia nuova coinquilina. Chissà se quel pappamolle di moroso che si ritrova li sa reggere tutti quei bicchieri. Anyway, il fatto da non sottovalutare era che nello stesso giorno Mr. Copper, stimato collega, si inventava di compiere quarantunanni – tranquilla/o: lui i capelli ce li ha ancora, ma in ufficio un compleanno vuol dire una cosa sola: pausa pranzo al pub. E fidati, tornarsene alla scrivania dopo due pinte (1.2l) di birra nera è un’esperienza tanto gradevole quanto sconsigliabile. E senza tirare in ballo la storia delle emorroidi ovviamente. Una triplice alleanza festiva, una congiunzione astrale irripetibile, e per fortuna, perchè ne sono rimasto steso, e il venerdì noi si deve lavorare, mica passare la mattinata arcesso. Ancor più ora che i ritmi forsennati della rockstar combattente si fanno sentire. Può  capitare spesso che il dopopranzo sia difficile. Ieri mi sono distratto un attimo e la mia nave virtuale è virtualmente finita a Bressanone, poveri montanari, a doverla disincagliare, non avessero già abbastanza problemi con i loro statuti speciali capestro. Chissà se hanno festeggiato i centocinquant’anni loro, con la loro identità nazionale oppressa a suon di danari. Oddio, c’è una guerra e comincio ad odorar di politica. Per questa settimana fermiamoci qui, ok?

Miotsu.

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Una risposta a Giro Girotondo – Gira tutto il mondo

  1. Maurizio Scrostabarile ha detto:

    Cazzo brutta roba quella della prostata: io ho cominciato a perder capelli a 14 anni, cosa dici, me ne restano al massimo una decina, o forse meno, a far le proporzioni a spanne.
    Comunque S. Patrizio (ricordo ai gentili avventori che è diventato santo portando al banco come miracolo l’invenzione del processo di distillazione, mica un prodigo padrepio qualunque…) si è festeggiato anche qui, solo che assieme all’Unità d’Italia. Io ho bevuto litrate di birra californiana con un tizio del Massachussets (o del Minnesota, non mi ricordo mica) che aveva una bandierina dell’Italia che gli spuntava dalla borsa; poi ho visto anche un ragazzetto correre seminudo per la piazza con un tricolore sulle spalle a fare il mantello, e dall’entusiasmo era evidente che stava festeggiando S. Patrizio. Ah, sì, c’era Palazzo della Ragione coperto di teli dei tre colori suddetti, ma l’ho visto solo nelle foto su feisbu; e qualcuno mi ha detto che c’era la banda la mattina, ma a quell’ora io dormivo ancora della grossa.
    Ah, e il giorno dopo son venuto a sapere che il Minnesoto tornato a casa aveva vomitato tutto. Sarà stata la bandierina.

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