Quando la banda passò – Pederasti selvaggi ritratti.

Hang on, hang on,
eh sì, il dolce hangover, la sindrome post-etilica, una componente familiare della vita inglese, perchè alla faccia degli stereotipi è vero: gli inglesi sbevacciano, e in abbondanza. Capita a volte, senza accorgersene, di forzare le proprie abitudini, lasciarsi andare ai costumi locali e concedersi una quinta pinta di troppo, niente di esagerato per carità, ma abbastanza per gestare la domenica mattina, beh, pomeriggio, in modalità letto-laptop. D’altronde per divenire ostaggi della birra scura da primati un buon motivo c’era eccome: il trionfale, ma sarebbe meglio dire fortunoso, debutto dei Wilde and the Portraits nientepopodimenoche nei paraggi prestiggiosi – e la doppia g non è un typo – di Piccadilly Circus. Fortunoso perchè eravamo tutti belli pronti e carichi alla nostra prima data in quel di London quando quel disgraziato di un agente non c’ha detto, giusto pochi giorni prima, che la serata era stata cancellata, uno di quegli eventi che a noi del profondo nordest piace sottolineare con profusione di mosconiane colte citazioni. Ma nei momenti di difficoltà l’acre calabritudine del nostro onnipresente Liquirizio non s’arrende mai ed ecco sbucare dal cilindro un numero di telefono, un contatto e signore e signori, un nuovo ingaggio per la stessa sera. Cose da film americano di squadra di sfigati che arriva in finale, gli squalificano il capitano e poi vince lo stesso perchè il bidello è un ex-campione ritiratosi dopo false accuse di brogli. Se fai fatica a seguirmi cara/o mia/o, è perchè ieri sera non hai bevuto abbastanza, dacci dentro adesso e riprovaci domani, ok?
Ma si parlava di un concertino, nello scantinato di un pub, maledetto dalle forche caudine dei cessi giusto sotto le scale. Superata la prova dei miasmi, la zona palco si rivela buia e sexy, nonostante l’assenza delle due lap dancer che avevo richiesto come clausola del contratto. Sai com’è, anche a Londra il mondo della musica è malato e in mano a signori senza scrupoli che non pagano le band ma in compenso chiedono sei pound all’ingresso. Al proposito una dritta: se sei un invitato di qualche musicante hai diritto ad uno sconto esiguo, per cui se ti capita di uscire una sera qui, leggiti la scaletta all’ingresso del locale prescelto, memorizza il nome di una band a caso e di’ che sei loro ospite. Sto divagando lo so, è l’hangover, volevo raccontarti della serata, ma lasciamo parlare le immagini per stavolta, ok?
Cheers,
Miotsu.

De profundis pro vobis

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3 risposte a Quando la banda passò – Pederasti selvaggi ritratti.

  1. lucilla ha detto:

    non vengo da un po’, e ti trovo superstar. Oramai accostumato alle barbare usanze, mi fai quasi un po’ d’invidia. Anzi, leviamo il quasi. La volete una corista?

  2. FabriTz ha detto:

    E complimenti per i commenti alle foto, tutte (tranne l’ultima probabilmente?) impeccabilmente wildiane!

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