Giro Girotondo – Bu bu settete

Ave fulgida gemma di esistenza nel mare di altra fulgida esistenza,
stavo giusto riflettendo sulla mia rinata spiritualità, quando un pensiero illuminante ha trapassato la mia mente da orecchio a orecchio: a quanto serve cambiarsi l’intimo quando poi la tua felpa da camera non la lavi da dieci giorni? E un nuovo mondo si dischiude di fronte ai tuoi occhi, un mondo dal virile odore caprino. Monaci e messia varii passano dai canonici quaranta giorni nel deserto ai dodici anni alla volta su una montagna a meditare, a me è bastato un giorno sul pavimento, per ritrovare me stesso e dare una nuova dimensione alla parola noia. Che poi di ritrovare me stesso mica ne avevo bisogno, intendiamoci, anzi, stavo pure meglio prima, ma ci sono cose nel passato di ognuno di noi che ogni tanto ci tornano a trovare, per ricordarci chi siamo. Cose come case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale, o più semplicemente quell’infortunio alla schiena, quando sarà stato, dodic’anni fa, che si risveglia con te un bel giovedì mattina. E sì che proprio la sera prima, al ritorno dalla palestra, dicevo tra me e me: beh dai stasera non è andata poi così male… così dicevo, mentre la metro rimaneva bloccata e passavo quei venti minuti di sudore al freddo del sottosuolo. Il mattino seguente manco ad alzarmi sono riuscito invece, soltanto a rotolare giù dal letto, assumere la posizione del cadavere e aspettare che il dolore calasse. Dodici fottute ore, pausa pranzo esclusa, a ricordarmi chi sono: uno sfigato colla lombosciatalgia spalmato su moquette verde. Solo che pensavo quanto è inutile farneticare fare finta di star bene quando è inverno e te cominci ad averci un’età. Non me lo so spiegare.

Rockstars.
Laika ha otto anni, veste come una ninfa dei boschi, corona di fiori inclusa, e suona già la chitarra. Negli ultimi anni lei e Melissa, la sua padrona italo-irlandese, hanno partecipato ai provini di ogni talent show del Regno Unito, riuscendo pure a farsi trasmettere, ovviamente ridicolizzate nei siparietti comici. Laika è un cane, una meticcia bianconera, Melissa un’astrologa trentanovenne, qualificata eh? che non si prendano le cose alla leggera, che tira a campare cantando per le strada di Londra. Un giorno sono dieci pound, un altro venti e allora se ne rimane a casa, nella foresta di Hainault, a correr dietro agli scoiattoli. O era Laika, non ricordo.

News
Chiamiamole news, poi. Inquietante in prima pagina il giornale del mattino titolava cubitalmente: dalle più recenti statistiche risulta che metà degli studenti universitari rimarranno disoccupati. Eh? Ma cosa mi dici mai? Perplessità e sconcerto nel mondo dell’informazione. Ma come quelli che perdono gli occhiali e poi ce li hanno addosso, la risposta il giornale se la dà a pagina cinque, dove la foto di una simpatica morettina in abiti accademici mi sorride a trentadue denti. La signorina tal dei tali è la prima al mondo a conseguire una laurea quinquennale sui Beatles, gli indimenticabili padri della musica popolare contemporanea. In fermento il mercato del lavoro, sempre avido di esperti in quartetti liverpulensi.

Save my soul.
Non mi hai poi detto niente, del fatto che sono mesi e mesi e mesi oramai che trascuro la mia animaccia stanca e la lascio a stecchetto dopo la grande abbuffata religiosa dei vecchi tempi. Per fortuna oltre a te ho laPaola, a pensare alle mie esigenze spirituali e farmi conoscere l’ultimo culto in vetrina, la fede (semi)definitiva: il dudismo. Mi riesce difficile tradurre l’espressione “dude” – un interprete automatico mi suggerisce “bellimbusto” ma non ci azzecca – forse il veronese vèccio può avvicinarvisi in qualche modo, con la sua amichevole fraternità. Ecco: il fondamento della Chiesa del Dude degli Ultimi Giorni (www.dudeism.com), questo insegna: a trattare il prossimo tuo con la benevolenza di un hippie invecchiato che vive di canne, bowling e qualche sussidio statale. Sì, sto parlando del Grande Lebowski, uno dei maggiori profeti di questo nuovo credo americano. Il primo comandamento di un dudista è: take it easy, man, e questo basta a condurre uno stile di vita degno e retto. E come non lasciarsi prendere dall’entusiasmo, una volta investiti dall’inarrestabile positività delle parole dudiche, al punto che – era gratis – mi sono fatto ordinare sacerdote e posso ora essere fregiarmi del titolo di Reverendo in 52 stati americani, e scusatemi s’è poco. Però poi a pensarci, anche questa, come tutte le religioni che ho incontrato finora, dimentica che mica è tutto così semplice: vallo a sfoggiare al signor supermercato il tuo distintivo di sacerdote, la cassiera al massimo ti viene a dire che non accettano quel tipo di carta, prima di chiamare il morettone in divisa all’uscita. E alla fine di tutto quello che rimane è un pigiama che dovresti lavare più spesso.

Perchè fammale mmale mmmale dammorireee,
Miotsu.

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Una risposta a Giro Girotondo – Bu bu settete

  1. laPaola ha detto:

    Casomai un giorno dovessi bermi il cervello e decidere di congiungermi per l’eternità ad un altro essere vivente (ora come ora darei un braccio per una pecora tutta mia, per esempio) con un matrimonio, dovrebbe essere un atto così inutile e quindi fondamentale che vorrei fossi tu, in quanto sacerdote dudaista, a celebrarlo.
    Ci pensiamo poi, a quale dei 52 stati. Certo l’Alabama…

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