Giro Girotondo – Testa o crociato?

Ciao dolcezza,
tutto al suo posto? Ernie? Stiramenti? Abiti stropicciati o chiazze di rossetto? Hai mai notato come a volte degli eventi insignificanti, di cui nemmeno ci accorgiamo, portino in sé i semi di grandi conseguenze? Certe cose ti fanno riflettere e personalmente, di tempo per pensare ne ho un pochino di più, in questi giorni di pausa forzata dalla materassina. Non c’è voluto molto alla fine, a rimanere lesi, quanto, due settimane? Meno addirittura. Ma cosa sia successo veramente proprio non te lo so dire, sai? Ricordo chiaramente sì, quando quel ragazzino di quaranta chili più di me, mi ha preso la cintura, sradicato dal suolo e piantata la testa per terra, neanche fossi un ombrellone. Dopo il doloroso panico iniziale, ho tirato un sollievo, scoprendo di non aver fatto la fine del tipo di Superman, mentre in qualche modo cercavo di rimettere in fila le vertebre cervicali. Un po’ di preoccupazione per i postumi a venire anche, ma niente di più, gli arti rispondevano ai comandi e ancora sapevo il mio nome, cognome e indirizzo. Il proprio numero di cellulare, quello sono in pochi a saperlo e non fa testo. Immagina invece la sorpresa quando il mattino seguente mi sono ritrovato sì il collo tutto incriccato, ma pure totalmente inabile alla deambulazione, causa un ginocchio commovente – nel senso che ti porta alle lacrime – e ancora non ne so il motivo. Naturalmente in questi casi il primo pensiero vola non alla madre, ma al prossimo allenamento: ce la farò a rimettermi in sesto per domani sera? Una scelta dolorosa decidere di fermarsi un paio di giorni in più, speriamo ne valga la pena, perchè cara/o quel mattatoio di palestra in fondo è un’oasi di fraternità, nel deserto umano del gennaio londinese, e noi ci si scalda così.

Society.
A passare parte consistente della propria esistenza sottoterra si incontrano migliaia di persone d’ogni genere e dimensione, pochi volti familiari – la biondina che ogni mattino viaggia sulla mia carrozza tra Tottenham Ct. e Newbury Park – folle di estranei. Ma la domanda sorge spontanea: chi è veramente il popolo dei pendolari, cosa pensa tra un mind the gap e l’altro, cosa fa, cosa sogna, in che cosa crede? Beh, nell’epoca del marketing mirato non c’è indizio migliore che la reclàme, i colorati cartelli che della metro tappezzano ogni treno. Ti basta infatti un viaggio a testa in su per capire che il tuo vicino di posto:
– trova i sedili sempre più stretti (“ho perso 30 chili grazie al metodo Magnapoc, prova anche tu!”);
– vuole sfuggire al proprio destino meteorologico (“Londra-Alicante a 3 euro tutto incluso con Calcincool”) o ha semplicemente nostalgia di casa (“chiama in India, Bangladesh, Polonia e Cina a 5p il minuto con una scheda Piratat!”)
– ha bisogno di soldi (“su strozzins dot com devi solo decidere quanto vuoi e per quanto tempo, al resto ci pensiamo noi…”)
– si sente solo (“i colleghi purtroppo non te li sei scelti tu, ma puoi sempre decidere con chi devastarti fino a non sembrare più umano, grazie a compagniDiSbronz.co.uk”)
– si sente tristemente solo (“ogni quindici minuti una coppia conosciutasi su ePigliatelo dot com si sposa felicemente, il prossimo potresti essere tu…”)
– è stanco (“se compri due materassi dormiben, il terzo è gra-tis!!!”)
– in fondo, vuole proprio cambiar vita…

Job opportunities.
“Il tipo seduto alla tua destra… La sua data di nascita! Hai tre fermate.
Se sei un cittadino britannico e ami l’avventura, entra nel SIS MI6. Chiama lo 07935879748, o visita http://www.MI6officers.co.uk. E non dirlo a nessuno!” Niente male per un’azienda, i datori di lavoro di James Bond, la cui esistenza è stata negata dal governo britannico fino al 1994.

Storie di ordinaria igiene.
Gggia’nni, l’ottimismo è il profumo delle ditaaa. Ho sempre avuto un certo che, ad aggrapparmi, appoggiarmi, sostenermi contro i supporti e le maniglie del trasporto pubblico londinese. Alberi della cuccagna senza premio, se ti appendi ad un palo orizzontale, alla prima frenata ti ritrovi sulla carrozza davanti. A salvarti dalla malattia, è l’ormai consumato amico gel igienizzante, e tecniche shaolin, che temprano il corpo al punto che ti puoi reggere usando il mignolo soltanto: se proprio ci tocca, limitiamo il danno. Gli altri, a conferma del fatto che la gente è cieca, non se ne curano affatto, anzi rimangono stupiti, allibiti quasi, dagli inquietanti, quanto scontati, risultati di uno studio recente: ci sono più batteri, tracce di feci e urine, su un sostegno della metro che su di uno scopino del cesso. Sai la novità, lo scopino qui, non lo usa nessuno.

Ops, mi ero ripromesso di non parlar male degli autoctoni, per una settimana almeno, scusa, m’è scappata di mano. Tu invece, mi raccomando, distinguiti dal resto dell’umanità e porta alto lo scopi… alta la bandiera dell’italica pulizia.
Take care,
Zoppo Miotsu.

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Una risposta a Giro Girotondo – Testa o crociato?

  1. Maurizio Scrostabarile ha detto:

    L’ottimismo è il profumo delle dita!
    Ahahah!
    (Scusa la demenza del commento, ma oggi è così. Buon riginocchiamento)

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