Ho visto un Re – Lotta senza quartiere

Ah! Non l’avevo visto!
La disattenzione è una componente fondamentale per finire in trappola cara/o mia/o, dovresti saperlo bene. Non lo sai? Beh, non preoccuparti, prima o poi la vita te lo insegna. Maestra pigra, alle volte non ha voglia di preparare la nuova lezione e, tanto per stare sul sicuro, si dedica ai ripassi. Filosofeggio, amica/o, lo so, ma d’altronde, cos’altro mi è rimasto da fare qui, prigioniero di questa città che poco ha da offrire a chi passa la propria vita tra ufficio, metro e letto. Oh sì, ci sono gli scacchi, e il torneo, chi l’avrebbe mai detto, sta andando oltre ogni aspettativa: a pochi incontri dalla fine, il tuo caro Miotsu è in testa!!! A separarmi dalla vittoria finale, non sono certo le risibili mosse del Pathella o i tranelli di Raj2, ma ancora una volta la sorte, nei panni metallici di un segnale della metro – altre due ore bloccato sotto terra giusto ieri sera – e del direttore dal ciuffo fonato, che tre volte al dì spunta alle mie spalle per sapere quando sarà pronta la nuova versione del software, prevista per lo scorso aprile. Ci sarebbe di che perdere i capelli, se a quello non ci avessi già pensato negli anni scorsi, ma per fortuna le sempre più lunghe giornate in ufficio si sono fatte meno opprimenti, da quando ho insegnato al mio collega vietnamita l’antica arte della bestemmia veneta. Dopo qualche piccolo ritocco per sistemare l’accento, c’è quasi di che sperare che qualcosa gli vada storto, per sentirlo ereticare in un fiorire di porchi e madonne, con una fluidità e spontaneità meravigliosi. Sono soddisfazioni, quasi come l’indipendenza finanziaria… Ma intanto, cerchiamo di fornire un servizio di utilità pubblica.

English Lessons.
The week: la settimana.
Money-day: lunedì, il giorno del prelievo al bancomat.
Tube’s-day: martedì, il giorno della metropolitana in ritardo.
When’s-day: mercoledì, il giorno di “quando arriva sabato?”.
Thzsk-day: giovedì, il giorno che speri di non dover pronunciare mai.
Try-day: venerdì, il giorno del “provaci a tenermi in ufficio fino a tardi”.
Shower-day: sabato, il giorno della doccia.
Spam-day: domenica, il giorno delle email.

Urban (shitty) life.
Dopo una giornata massacrante, riesco a ricordarmi che non posso continuare a fregare il dentifricio alla mia padrona di casa: devo comprarmene. Come uno zombie entro in un megamercato, raggiungo a stento il reparto dental e mi afferro un tubetto della sottomarca più economica. Il marketing, con le sue equazioni marchio = qualità, confezione star trek = felicità, non funziona sulla gente che vuole solo sdraiarsi sul divano. Dopo una sofferenza di coda alla cassa, arriva il mio turno. La cassiera fa per battere il conto, ma prima mi avvisa: su questo prodotto c’è l’offerta: compri due paghi uno. Risparmiare cinquanta centesimi al costo di tornare in fondo al reparto personal care e rifare la coda può sembrare conveniente solo alla gente che non ascolta il proprio corpo, e quindi gentilmente lascio intendere che di questa offerta sensazionale non me ne frega proprio un cazzo. Sacrilegio! La gente in coda comincia a mormorare preoccupata, si respira aria da caccia alle streghe. Una ragazza non resiste, mi mette una mano sulla spalla e mi esorta con accento slavico: ma hai capito quello che ti ha detto? Guarda che puoi averne uno gratis! Lo so, ma di denti ne ho un set solo, non voglio altro dentifricio, voglio andare a casa. Prima che si organizzi il linciaggio del bestemmiatore economico, mi defilo alla svelta. Lo ammetto, per un attimo la parola gratis ha risvegliato un barlume di pentimento nella mia scelta, ma appena le mie chiappe hanno toccato il divano e ho chiuso gli occhi… certe cose non hanno proprio prezzo.

The Laws of Economy.
Sabato mattina, mi accorgo di avere le scarpe rotte e, da consumista consumato quale ormai sono, decido di comprarne un nuovo paio. Dopo neanche un quarto d’ora, eccomi nella High Street, entrare nel negozio del mio rivenditore calzaturiero di fiducia. Dò un’occhiata in giro, e subito vengo accalappiato da un commesso vorace, di cui tacerò l’etnia, vorace di curry e di clienti da spennare. Un uomo come me poco ci mette a scegliere, provo queste, queste e queste, prendo queste, ti aspetto alla cassa. Un paio di minuti dopo il venditore mi raggiunge con la scatola in una mano e nell’altra uno strano aggeggio erotico di legno e metallo. Mi mostra come quest’ultimo prodigioso ritrovato della tecnica, in legno di palma, oltre a divaricare sfinteri, sia l’ideale per mantenere la forma alla pelle delle scarpe, quando le si lasciano da sole per mesi. Un regalo? No, sono dieci pound, anzi: SOLO dieci pound. Beh, tanto le devo mettere tutti i giorni, rifiuto l’offerta, ringrazio e vado avanti. Sicuro? Ha avuto degli ottimi riscontri da molti clienti sai? Ecche, c’ho scritto inglese sulla fronte? Le recensioni mettile assieme a quegli affari, nelle tue estremità intestine. C’è anche una versione in plastica, più economica… No, grazie, no no no! Ok, prende un flaconcino di chissà quale vasella e parte: per lucidarle… Sorry mate, posso avere solo le mie scarpe? Eh? Ok ok, ti mando la cassiera, e spinoso si toglie dal fianco. Pure il broncio ti tiene, lo… Hi! Oh, ciao, ecco, prendo queste. Lei mi guarda curiosa, allibita quasi, e chiede: ah, prendi “solo” le scarpe? Al che sfodero la migliore faccia da stronzo del mio repertorio e ridacchio: già, strano eh?
Ah, i bei vecchi tempi, in cui avrei detto: sì, per il pompino passo domani.

E non guardarmi così, lo sai come sono fatto, lo sai cosa mi piace, no?
No? E allora sentiamoci la prossima settimana.
Cheerio,
Miotsu.

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3 risposte a Ho visto un Re – Lotta senza quartiere

  1. cecilia ha detto:

    spinoso si toglie dal fianco…è una figura retorica che non credo sia stata inventata…o non me la ricordo? comunque mi è piaciuta!baci

    • miotsu ha detto:

      carissima, è sempre un piacere deliziarti. l’espressione in sè non ha nulla di particolare: di una persona vivace e calorosa come il sole si dice sia solare, di una spina nel fianco che sia spinosa, almeno credevo. ma invece, tu come stai? è da molto che non ti sento, giusto oggi mostravo ai colleghi la foto di noi e il nostro bambino… (le nostre privata le puoi mandare alla mia mail).
      baci
      d, ehm, volevo dire: Miotsu

  2. lucilla ha detto:

    come mi piacciono i giorni della settimana declinati alla miotsu!

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