Ho visto un Re – Un Re di Danari (pt. 2).

Sempre più mio, sempre più mio,
ah, il piacere smodato che dà riempire i propri vuoti esistenziali con un torneo aziendale di scacchi, così tremendamente fantozziano, la magra consolazione del colmare le lacune affettive con l’acquisto di oggetti squisitamente inutili: un calzascarpe in avorio, una palla da cricket, un dvd sul decoupage. Se alzi il sopracciglio, mettendo in dubbio la mia salute mentale e l’effettiva utilità di cotali aggeggi, beh, sappi che alla fin fine, visto anche il loro prezzo non sfigurano di fronte a ben altri gadget molto più dispendiosi. Per quanto riguarda la mia salute mentale, è un dibattito ancora aperto in me, lasciamo perdere. Non dimentichiamo invece che ti devo ancora delle spiegazioni, dalla scorsa settimana, ricordi? E allora manteniamo le promesse e sveliamo i segreti del far soldi legalmente, senza lavorare e in grande quantità. Non c’è bisogno mi ringrazi.

Pezz’e core.
E’ nato, è nato! Che carinoooo, mm mm mm mm mma mma, a-brrrrr, a-brrrrr, cate cate cateeeee. E tutti gli altri sintomi dell’idiozia reattiva da ostensione postnatale. Come quando l’impiegata del piano di sotto, in maternità, ti viene a trovare col cucciolino e tutti le si fanno attorno, a mangiarselo con gli occhi, a parlare dei loro, ah, c’ha la bavetta, che bello cicciotto che è, il mio alla sua età già sapeva dire ng ng, l’ha fatto il ruttino? E visto che ogni scusa per non lavorare è buona, mi avvicino anch’io al capannello in estasi, per scoprire perplesso che quello che Raj2 tanto amorevolmente culla tra le sue braccia, nell’ammirazione generale, non è un gonfia-pannolini paffuto, ma il nuovo nato in casa mela, il gadget che non ci si può assolutamente perdere, quella specie di telefonino troppo cresciuto, che come dice Ramasay, non fa neanche le chiamate (e ti ci vedi a parlare con un televisore appoggiato all’orecchio?). E ci voleva proprio una nuova voce in casa, secondo il nostro secondo canale, dopo il lettore emmepitre, il cellulare, tre computer, due portatili e chissà quanti altri derivati del silicio ad alta definizione. Chissà cosa pensano i suoi figli veri, a crescere in un magazzino di elettronica. Chissà se ci avranno i soldi per studiare, male che vada si guarderanno un dvd, no, scusa, sono proprio indietro, un blu ray.

La soluzione al quiz del post precedente (fossi capace la pubblicherei a testa in giù)
Allora, il nostro Walter, uscito dalla sua grave crisi depressiva (v.), ha visto bene di procurarsi una carta di credito, e così, per gioco, palleggiare la massima somma consentita avanti e indietro dal suo conto in banca. In questo modo ha aumentato la sua affidabilità di debitore, con una lunga lista di prestiti restituiti in tempo. Risultando una mucca grassa per i computer della compagnia di credito, gli è stato proposto di innalzare sempre più il tetto massimo, al punto che dopo neanche sei mesi, simpatico mattacchione, è riuscito a comprarsi un tugurio in periferia da 26000 pound. In contanti, grazie ad un’offerta balance transfer della carta di credito (chi altro può darti soldi per 14 mesi a interessi 0?). L’acquisto ha subito fatto schizzare il prezzo dell’abitazione a 42mila pound, questo secondo leggi economiche che mi sono sfuggite, cosa che gli ha permesso di ottenere un mutuo per il 75% del nuovo valore di essa, cioè di 31500 pound. Così, mentre l’affittuario gli paga le rate del mutuo, lui con quei soldi ha potuto sistemare i conti con la carta di credito, e gli sono avanzati 5500 pound che, essendo parte di un prestito, non sono tassabili. Ah, sì, alla fine di tutto la casa sarà sua.

La miniera d’oro.
Ma questo è solo l’inizio, roba per principianti, la vera ricchezza sta altrove, dentro di noi? Nell’amore di una famiglia? Naaaaaaaaa, nelle opzioni. Allora, il nostro Walter, ormai stanco delle carte di credito, ha scoperto un nuovo giochino. Per esempio, s’è comprato da un insolvente una casa dal valore di 200mila pound a 150mila. Chiaramente non la può vendere a più di 175mila, perchè il mercato funziona così – dice – e quindi, che si fa? Il mutuo gli viene a costare 900pound al mese e non la può affittare a più di 800. Che la nostra sagoma dalla narice vorace abbia preso una cantonata? Ingenuotto, certo che no. Perchè affittarla quando può venderne un’opzione? Per te, che di queste cose non te ne intendi, funziona così: io trovo un poveraccio che si vuole comprare la casa ma non ha nè i soldi nè la credibilità creditizia per farlo. Poi gli dici: guarda, se tu mi prometti di comprarla entro cinque anni a 200mila, io te la lascio fin da subito, per mille pound al mese, ma intanto è come se fosse tua a tutti gli effetti. E così il Gianni di turno ha la sua bella casetta, ci può mettere i dinosauri in giardino e pittarne il cesso di azzurrino in libertà, per soli mille euri al mese, e con la prospettiva di averla entro cinque anni a prezzo bloccato: c’ha la sua convenienza. Tu intanto paghi il tuo mutuo, guadagnandoci pure, e non ti devi preoccupare di manutenzione, riparazioni e inquilini dalle abitudini studentesche. E non finisce qui, entro cinque anni avrai venduto la tua casa ad un prezzo che non saresti riuscito ad avere mai, vendendola subito. Ma se Gianni muore? O perde il lavoro al circo? O più genericamente rimane in braghe di tela? Cazzi suoi, la casa rimane tua, e l’opzione puoi venderla a qualcun altro. Geniale. Ma poi perchè limitarsi? Perchè non mettere sul giornale un’inserzione: proprietari senza acquirenti? Ci penso io! e nella stessa pagina un altro annuncio: case in vendita, nessun mutuo, nessun anticipo. Così ti puoi intascare una parcella! Sciocchino, allora cosa stiamo parlando a fare. Così ti puoi acquistare le opzioni dai proprietari e vendere nuove opzioni più care agli acquirenti, facendo una montagna di schei senza mettere niente di tuo sul piatto. E chiaramente ci sarà pure un modo per non pagarci sopra le tasse, che sono solo un ostacolo per i nostri fini ultimi.

Gli animi si infiammano, davanti ai miracoli della mente umana, viene quasi da fare il tifo, per il fantastico Walter e il suo modo di trasformare in oro tutto quello che tocca. Cosa spinga un mago della finanza disinvolta, l’incarnazione del dio del successo, a passare le sue serate in saloni di hotel cercando vendere corsi ai polli di turno, per un gettone che si aggira presumibilmente attorno ai 100pound, rimane un mistero. Anzi no, ce lo spiega lui: è la passione per il coaching, l’insegnamento, il senso di ricchezza che gli dà aiutare la gente. Benefattore dagli alibi prevedibili, un po’ mi fai anche pena, chissà che giri di prestiti, mutui e conti alle Cayman ti faranno fare, per ritirare lo stipendio.

Che sia forse meglio la condizione dello schiavo impiegatizio? O dello squatter?
Le nostre riflessioni nella prossima mossa.
Miotsu.

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Una risposta a Ho visto un Re – Un Re di Danari (pt. 2).

  1. Matteo ha detto:

    Mi hai fatto venire il mal di testa. E il dubbio che davvero Scajola non avesse capito una fava di chi gli aveva comprato una casa. Sará stato Walter? Sarai stato tu?

    Sentimi un po Miozzo, invece, facciamo un domandone: come va?Quando scendi a trovarci?

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