Ho visto un Re – Torre su colonna semiaperta

Taaac, taaac e taaac,
le mosse d’apertura sono pressochè standard, dovresti saperle a memoria ormai. Nooo? Beh, allora fa come me, cercale in Internet, e impiega i tuoi sforzi cerebrali per dedicarti alla nobile arte del controllo del centro, un elemento strategico fondamentale nell’antico giuoco delli scacchi. Spingi i pedoni, dispiega la cavalleria, lascia guardinghi gli alfieri ai lati e, non appena si apra un varco tra le tue file, prepara un bel cannone, cioè piazzaci lì una torre. Eh sì, mentre le tempeste del fato si abbattono implacabili su di me e tutto ciò che mi circonda, perlomeno il mio rifugio dalla realtà dà le sue soddisfazioni. Il torneo aziendale va a gonfie vele cara/o mia/o, per il buon Miotsu un pareggio, sette vittorie e nessuna sconfitta, un record formidabile che lo sta proiettando tra le vette dell’alta classifica. Una prestazione di prestigio, non c’è che dire, al punto che le solite malelingue invidiose del subcontinente – Raj2 – arrivano ad insinuare che mi faccia aiutare da qualche potentissimo motore informatico. Il buon nome italiano. E difatti, ad esser sinceri, uno potrebbe anche trovare, a gratis dico, programmini che lo aiutino a vincere, e non ci sarebbe modo di scoprirlo, le partite sono online. Ma è qui che salta fuori lo spirito britannico, della lealtà e della fiducia. Che gusto ci sarebbe a vincere imbrogliando? Tanto per essere originali, chiedilo alla juve. Cheppoi, poverini, mica sono loro gli unici disonesti della penisola, no? L’aiutino, la spintarella, è un vizietto che fa un po’ parte di noi tutti, ed anzi, quasi sembra sciocchino non approfittarne. Ma allora sono proprio questi inglesi ad esser strani, che dici?

News.
Che uno si tenga gli occhiali da sole addosso sul binario della metro, 20 metri sotto terra, può sembrare bizzarro, a meno che non si tratti di un italiano, rinomatamente affezionato alle lenti scure ad ogni costo. Che il conducente del treno in arrivo poi se la prenda con lui e lo inviti a toglierseli, in modo da vedere chiaramente quanto sia oltre la celebre linea gialla, può forse suonare strano. Ma che i giornali dedichino quattro colonne all’accaduto, ti fa sospettare che ci sia qualche elemento mancante, nella tua visione del mondo, qualcosa che gli altri sanno e tu no, e che ti impedisce di capire quanto sia importante una cazzata del genere.

L’arte di arrangiarsi.
Che gli inglesi non siano un popolo di furbacchioni, o che l’orgoglio impedisca loro di indulgere in sotterfugi, lo puoi capire da piccole concessioni che in Italia non trovano spazio. Ad esempio, molti negozi di abbigliamento permettono di ritornare la merce, entro un ragionevole lasso di tempo, senza il bisogno di comprare qualcos’altro. Così, e conosco chi lo ha fatto, scoprendo che il cappotto che ti sei comprato/a sabato scorso adesso è scontato, lo puoi riportare indietro al reparto apposito, riavere i tuoi soldi e ricomprarlo a meno. Diabolico.

I miei colleghi e altri scacchisti.
Tra i favoriti del torneo c’è Mike, un genietto mingherlino di due metri e qualcosa, che fa addirittura parte di un “circolo della fiducia”, cioè gente che gioca online senza nemmeno aiutarsi con una scacchiera vera, per provare le mosse. Tra tutti noi, Mike è l’unico ad avere la scrivania vicino ad una finestra, e questo dice tutto. Padre morale e materiale del cuore del nostro progetto, si è ritirato dalla vita attiva per diventare “Software Authority”, cioè risolvere i casini più esoterici e spinosi, ma per la maggior parte del tempo starsene lì a guardare con sdegno il cattivo operato altrui. Temuto e riverito anche dal mio capo, in passato è riuscito a sbarazzarsi della sua nemesi, David, ma non ad evitare che la sua creatura venisse stuprata quotidianamente da tutti noi. Il medico gli ha detto che, lavorando davanti ad un monitor, dovrebbe distogliere lo sguardo almeno una volta ogni venti minuti. Non si preoccupi, ogni volta che vedo quello che fanno, metto la faccia tra le mani. Il suo motto è: non puoi tirare a lustro un pezzo di cacca.

Una bella iniezione di ottimismo insomma, d’altronde, come dicevano ai tempi della seconda guerra:
sorridi, domani andrà peggio.
Baci a bordo scacchiera,
Miotsu.

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