Ho visto un Re – Difesa Sarabanda

Bella mossa, cara/o,
non c’è che dire, bella mossa. Bella anche la mossa della mia amata città, che ha deciso di salvarmi dall’angoscia di Oslo proiettandomi dritto dritto nel Notting Hill Carnival, la festa più importante di Londra, il carnevale più grande d’Europa, dicono, e tutto sotto casa mia.

Beh, i presupposti ci sono tutti, no?

Penserai: wow! E infatti suona strano sentire la sorella declinare l’invito e consigliare la fuga, penso: si sarà fatta impressionare dalle voci sulle inevitabili morti annuali, incidenti o rese dei conti che siano. Ma è un effetto collaterale accettabile, no? E invece. Dovrei fidarmi più spesso dell’esperienza. I primi sospetti che si tratti di una fregatura arrivano il mattino presto, quando scopro che alle stazioni della metro della zona si può solo arrivare e non partire. Mah, curioso non trovi?, il solito latte macchiato per favore. No, scusa, volevo quello piccolo. Come? Oggi solo razioni grandi? Ah, è per il carnevale. Bello scherzo, mentre sopra il sorriso imbarazzato della barista svetta il cartello: toilet, 1£. Vabbeh, andiamo a gustarci il sole nella via degli ambasciatori, la passeggiata mattutina del giorno di festa, vuoi mai che trovi moglie e mi sistemi. Dove sto andando? A fare quattro passi, come sempre. Ah, la via oggi è chiusa ai non residenti? Anche agli aspiranti residenti? Fammi indovinare: è per il Carnival. Giusto. Grazie signor poliziotto, a lei e ai suoi 10.999 colleghi che stanno vigilando sul mio amato villaggio. Ma non sarete un po’ troppi? Ah, ci saranno un milione di persone oggi in giro? Per il carnevale? Ed è per questo che tutti i negozi della zona hanno le messo su le barricate, ricoperte le vetrine di assi di legno e lamiere?

Divertimento e cinture ben allacciate.

Ma allora ne deve davvero valere la pena, mi chiederai, chissà che gran festa, che fantasmagorico spettacolo di musica colori e allegria per le vie del tuo quartiere! Già, chissà, chi lo sa, perchè alla fine io del carnevale non ho mica visto niente, sai, solo che gente. Suoni lontani di una parata irraggiungibile, reggae, techno, fischietti e trombettine, mentre cercavo inutilmente di andare da qualche parte, da qualsiasi parte, non importava dove, bastava altrove, dopo essermi ritrovato sommerso dalla folla.

Alcuni l'hanno visto così.

Le mandrie umane sanno essere insidiose, cominci a pensare che beh, se davanti non si passa più, torniamo indietro e prendiamo l’altra strada, poi ti giri e dove prima cresceva l’erba c’è una massa indistinta di corpi ubriachi che avanzano. E che corpi! A farla da padrone, infatti, è la minoranza, chiamiamola così, delle Indie Occidentali, i neri diresti tu. Ovunque muscoli surreali, chiappone a palla e seni mastodontici, pressati a tal punto da poter essere usati come poggiamento. Mai viste tante tette in vita mia, a tonnellate. Ma c’è poco da perdere la testa, sempre vigili bisogna essere, per non calpestare la discarica di avanzi che ricopre il marciapiede, il mare di piscio straripato da sotto un cesso chimico, e un cofanetto di hashish caduto dalle mani di uno spaccino inesperto. Il tutto evitando borseggiatori e gente che balla agitando i pugni ad altezza d’uomo maschio.

Per altri è stato così.

Saranno le mie triste vicende private, la solitudine, sarà che sto diventando vecchio, o che mi mancano le torte di mele norvegesi, mi scende la malinconia e riesco infine a trascinarmi a casa, devo ancora studiarmi il gambetto di regina e so che Raj2 lo soffre un po’. Non sono l’unico a battermela in ritirata, coppie di mezza età con la sbronza cattiva cercano un autobus, ragazzi vispi si rincorrono tirandosi addosso la cacca dei cavalli della polizia, le loro amichette si scusano e farfugliano qualcosa di inutile. Sembra non sia nemmeno stato uno degli anni migliori.

Il mediocre Miotsu l'ha vissuto così.

Per l’ora di cena, della folla oceanica non restano che i rifiuti, e il vomito, domani si lavora e c’è molto da smaltire. Il baccano s’è estinto, la pace ritorna a regnare sul villaggio. In pena per le mie amatissime scarpe, riesco a zompettare fin giù alla High Street, dal solito Ciaina, almeno lui per il Carnevale i prezzi non li ha toccati. La bank holiday è finita, nel maiale in agrodolce, andiamocene in pace.
Les jeux sont fait,
Miotsu.

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Una risposta a Ho visto un Re – Difesa Sarabanda

  1. paola ha detto:

    Geniale tu, o geniale coincidenza, chiudere con “Les jeux sont fait(s)” (la esse miozzo, la esse), in un post con foto piene di fiches.
    Vive la Boirnarde!
    E dagli giù al Raj2.

    Ciao miozzo.

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