I tuoi occhi sono fari abbaglianti – SETTE

Relax,

amico/a, relax. Agosto, tutti in coro dai, moglie mia non ti conosco, un’espressione in bianco e nero, che profuma di bei tempi andati, coniata dalla buonanima di Achille Campanile. E tu dirai: e chi cazzo è. Ah, la decadenza della cultura italiana. Ti ci vedo, al mare o in montagna, bello/a spaparanzato/a al sole o all’ombra, a dire: ah, che bello, niente da fare, nessuno che mi scassa i maroni – perchè anche il congiuntivo va in ferie – ah, che bello, la sveglia che non suona alle sei, ah che bello, ah che bello. Per mezz’ora sì, poi: mmm, ma quand’è che si torna in ufficio? Ti conosco mascherina. Ma non permetterti di lasciarti andare a questi pensieri malati per più di un minuto: inganna la barba la noia la barba la noia con un buon libro, magari dei bei racconti del Campanile, e stai tranquillo/a, chè in ufficio ci vado io.
C’è parecchio da fare qui, sai? Mille nuove idee per il futuro aziendale, da realizzare in tempi da prova del cuoco, fortunatamente senza il jingle delle tagliatelle. A distrarci però non sono le tette globali della cara Antonellina LaBorra, bensì un gruppo di esperti della marina militare egiziana, in sede per il solito corso di aggiornamento.
Te li ritrovi un po’ ovunque: alla macchinetta del caffè, in bagno, nel cassetto, in tasca, e continuano a fare foto di qua e di là, uno mi ha chiesto pure l’indirizzo, che voglia venire a vendermi delle enciclopedie? Meglio non fidarsi, è gente strana, grazie alla quale ho scoperto che al mondo c’è chi ancora porta i calzini bianchi, pensavo fossero estinti. Che li producano illlegalmente in mezzo a qualche piantagione di papaveri da oppio? Mah, anyway, la lezione di buon gusto mica finisce qui: in coda davanti a me per il pranzo in mensa, uno di loro chiede con che cosa sia quella pasta lì, quale, questa qua? No no no, quella lì, e ci pianta dentro il dito, falangetta, falangina e mezza falange. Eh, mi sa che oggi sto leggerino, salto il primo.

English lessons.
Già, ma alla fine, quella pasta lì, spluf, lì, con che cos’era? Trattavasi nondimeno dei soliti fusilli scotti, con del delizioso ragù di quorn. Eh? dirai. Che d’è codesto quorn che vai dicendo? Eccoti qui una nuova parolina da imparare, una chicca che, se ti va male, presto sarà sulla bocca di tutti anche in Italia. Beh, a farla breve, si tratta di uno di quei casi, sempre più frequenti nell’epoca delle multinazionali, in cui un oggetto prende il nome da un suo produttore o da quello di un prodotto specifico, come la brugola, i fischer, o i goldoni. Ma cosa produrrà mai di così interessante la Quorn ltd., chiederai. Prendiamola larga: una lingua nobile e raffinata come l’italiano a volte manca di specificità, una prerogativa invece delle lingue germaniche. Tipo, per esempio, prendi un fungo… ecco, vedi? Dove l’hai preso ‘sto fungo, al mercato o al piede? In inglese lo capisci subito: o è un mushroom, e ‘tte ‘o magni, o è un fungus, poco da girarci attorno, o camminarci sopra. Vedi com’è tutto più semplice, specificità ci vuole, una parola per ogni cosa, una cosa per ogni parola, il segreto delle grandi conquiste dell’intelletto umano. Come? La Quorn? Ah sì, dimenticavo, niente, a farla breve produce carne sintetica, per vegetariani, sembra carne, ha la consistenza della carne, quasi il sapore, ma è fatta coi funghi. No, non con i mushrooms.

Humour inglese.
In questi giorni drammatici per il nostro caro paese, il mio amore verso il quale è ben nutrito dal fatto di non viverci da quasi un anno, come rimanere indifferenti allo spirito di un collega, secondo cui i quattro pilastri del governo Italiano sono:
– il potere legislativo (il parlamento): fa le leggi
– il potere esecutivo (i ministri): finge di applicare le leggi
– il potere giudiziario: interpreta le leggi
– Silvio Berlusconi: ignora le leggi.

English Lessons 2.
Non so quanto arrivi da te il gossip ollivudiano, di questi tempi il nostro caro cuore coraggioso di Mel Gibson è nell’occhio del ciclone, in una tempesta mediatica scatenata dalle registrazioni di alcune sue telefonate alla ex-moglie/compagna/nonsocosa russa. Se mastichi l’inglese ti consiglio di gustarti il suo affannoso sbuffare da locomotiva e la raffinatezza di certe sue osservazioni, del tipo: guarda con che caxxo di pantaloni stretti vai in giro, che ti si vede la fxxa da dietro, poi non venirmi a frignare se vieni stuprata da una confezione da sei di negri. E sì, più che le invettive sentimentali, a dare scandalo nel paese del politicamente corretto sono certe sue espressioni razziali, come wetback, schiena bagnata, termine spregiativo per definire i clandestini del centroamerica, usi entrare in Texas nuotando attraverso il Rio Grande. Ma presto per fortuna nessuno potrà più essere denigrato con questo appellativo, il governo americano è ben deciso a combattere il razzismo e alla radice, cioè eliminando i clandestini. E questo, come non gonfiarsi il petto di orgoglio, anche grazie al nuovo prodotto della nostra amata Alan Davies Ltd. Un radar portatile, che ti sta in uno zaino, dalla precisione ineguagliata, un occhio indomito teso a scrutare gli orizzonti giorno e notte, definito dal nostro ceo (l’amministratore delegato) il “Sombrero Buster”, l’acchiappa sombreri. Un’apparecchiatura sofisticatissima che riempirà le nostre tasche e svuoterà il deserto statunitense da tutte quelle fastidiose e baffute presenze indesiderate, che ogni notte ne appestano le patriottiche sabbie.

A voi laggiù servirebbe invece un radar per identificare gli idioti, ma forse anche no, mica si nascondono loro. Mah, meglio non pensarci, goditi la fantastica calura italica, chè a girare in giacca ci penso io.

Miotsu.

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