I tuoi occhi sono fari abbaglianti – TRE

Lassu qualcuno ti ama, amico/a.
Un modo di dire, calmo/a, non mi sono fatto convertire, per dire che dai, qualcosa di che esser grati c’è sempre. E se non ci credi, ti “invito” – è un ordine, alla fine di questa mail, a pensare a qualcosa di inaspettatamente bello, che ti è piombato tra capo e collo negli ultimi tempi. E’ scientificamente provato che la cosa promuove l’arrivo di ulteriori piacevoli novità. A me, così, sorpresa!, sono arrivati due angeli dal cielo, via Ryanair, e uno via terra, a sollevare il mio spirito, e a ricordare i dolci tempi in cui si andava con la fidanzatina, a rompersi i coglioni tra vetrine e bancarelle. Anche gli angeli amano lo shopping. E vedono rughe ovunque, soprattutto su di loro. Ma ci voleva proprio, la solitudine, sai, può giocare brutti scherzi e a uno ci possono venire delle strane idee. Insomma, gli amici in visita sono sempre i benvenuti, quindi non risparmiarti, vieni pure a trovarmi quando vuoi, io qui sto. Tornando a noi, cioè a me, ogni parentesi piacevole prima o poi si chiude e la settimana può iniziare in salita, ti può capitare tipo di svegliarti alle quattro del mattino e non riuscire a prender sonno fino a dieci minuti prima della sveglia. Che non suona. Non fare quella faccia, non sono il primo a radersi sulla metro nè sarò l’ultimo, benedetti siano i rasoi ricaricabili. La tecnologia aiuta gli audaci. Come uno dei miei predecessori, qui al product development, che aveva inventato un marchingegno per indagini subacquee. Al largo un suo collega gli disse: se funziona così bene sott’acqua, immagina su mia moglie! E da chissà quale perverso gioco erotico nacque la prima ecografia. E’ una storia vera. Lui sì che c’aveva testa, altrochè.

I miei colleghi e altri animali.
David, con cui pericolosamente condivido il nome, è stato qui solo per un anno ma, a detta di tutti, ha prodotto due anni di lavoro. Per gli altri. Come la peste è arrivato dal nulla e in breve tempo ha contaminato irrimediabilmente l’allora cristallino, così raccontano, codice aziendale. Non so che faccia abbia questo lestofante, ma so la faccia che fanno quando sentono il suo nome quelli che l’hanno conosciuto. E adesso anch’io, ogni giorno a fare i conti con qualche sua chicca, vorrei il suo numero di telefono: lo chiami, gli urli Mmusso!!! e riattacchi. O la sua testa nel cassetto, apri, giù un pugno alla Bad Spenser e richiudi. Non esiste tecnica o procedura fortemente sconsigliata in letteratura di cui l’Egli non sia stato maestro e autore di alcuni dei più magnifici esempi. Quando mi hanno detto è stato l’unico impiegato in 250 anni di storia dell’azienda ad essere cacciato, mi ero un po’ preoccupato, credevo di essere all’altezza. Ma qua, signorie vostre, siamo di fronte al genio assoluto, l’Escher della programmazione ad oggetti. E pure un benefattore, visto che per riparare ai suoi casini, ancora belli vispi e numerosi, sembra assumeranno un nuovo elemento. Ecco, hai visto come si fa, a creare un milione di posti di lavoro? E tu che eri scettico/a.

All I need is love.
Vedo sul giornale la foto, a figura intera, mezza pagina, di questo tizio, che sembra Chuck Norris senza barba, all’uscita del tribunale. Il signor nome cognome e indirizzo rischia infatti la galera per essersi fatto beccare nel pc immagini di lui, mentre si accoppia con una seppia. Leggo che ad aggravare la situazione, c’è il sospetto che si tratti più propriamente di un folpo, e si vede che è peggio. Lui si difende: è un equivoco, era già morta! Non so poi se esista una lugubre comunità mondiale, che si scambia materiale itto-pornografico online, io sono solo un ingenuo marinaretto, il pesce mo ‘o magno, e certe cose non le capisco. Tipo anche: ma perchè la galera? Maltrattamento di animali? Stupro? Necrofilia? E se il mollusco fosse stato adulto e consenziente?

People.
Presa nel suo insieme, e quindi senza nessun pericoloso riferimento personale, la gente alle volte sa essere splendidamente irrazionale. Dì pure idiota. Se ne sta lì al supermercato a perdere le ore per risparmiare dieci centesimi sulla carta igienica, che dieci centesimi qui e dieci centesimi lì, alla fine sono pound, per poi impazzire al nuovo arrivo del momento: il flat white! Nato in Nuova Zelanda, il flat white va a far parte della già numerosa famiglia delle bevande a base di caffè e latte. Ce n’era il bisogno? Non ci fossero già il macchiato, il macchiatone, il cappuccino, la barbagliata, qui detta mocha, il caffelatte, il frappuccino, il caffè shakerato con latte e chissà quante altre variazioni sul tema che io non conosco. Ma, a sentir loro, sembra proprio che questa volta gli neozelandesi ci abbiano azzeccato, centrando le proporzioni perfette. Ma, mi chiederai, che differenze ci sono tra questa nuova specialità e il tradizionale cafè con leche spagnolo? Lascio rispondere a wikipedia:
1. il tostato non è spagnolo, bensì dell’Italia settentrionale e “per i conoscitori del caffè, questo stravolge interamente la dinamica della bevanda”;
2. il latte nel flat white non viene portato a 82 gradi, ma semplicemente a 60, 70, cosa che mantiene proteine e grassi, rendendo tutto più dolce, in maniera naturale;
3. mentre il cafè con leche è normalmente servito con zucchero, il flat white no;
4. il flat white è senza schiuma anche se un abile barista ne lascia affiorare un sottilissimo strato;
5. la nuova tazza è più piccola.
Siamo di fronte ad una rivoluzione, non credi? Non c’è di che stupirsi allora, che nelle principali catene di caffetterie londinesi non si senta altro che flat white, flat white, flat white. Nonostante costi 2 pound e 60, contro i 2 di un caffelatte o di un cappuccino, sia fatto con le stesse cose, ce ne sia di meno. Com’è? E me credito tordo come tuti li altri?

Svegliaaaaa!
Miotsu.

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3 risposte a I tuoi occhi sono fari abbaglianti – TRE

  1. Maurizio Scrostabarile ha detto:

    «il tostato non è spagnolo, bensì dell’Italia settentrionale e “per i conoscitori del caffè, questo stravolge interamente la dinamica della bevanda”»
    Ok, e per i londinesi cosa cambia invece?
    (Che poi, a farsi insegnare come si fa il caffelatte dai neozelandesi, Cristo…)
    (Che poi poi, uno si aspetta almeno che la grande meganovità del caffelatte, quando arriva dalla Nuova Zelanda, ci abbia dentro il latte di pecora… manco quello… manvedististronzimagnapatate…)

  2. Natalia ha detto:

    Io non credo che i folpi abbiano bisogno di qualcuno che li diffenda, guarda un pò qua!

    E poi per farti due risate guarda anche questo!(anche se forse l’hai già visto in tv)

    A presto

  3. Ceci ha detto:

    I londinesi per me probabilmente non si accorgeranno di niente, i neozelandesi chissà, solo mi permetto di dire che un italiano settentrionale qualsiasi, persino uno poco amante delle sfumature come per esempio un italiano settentrionale leghista, sputerebbe a getto il caffé spagnolo…

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