Una carezza in un pugno – Round Seven

Aprite le finestre al nuovo soule,
èpprimavèera èpprimavèera. E la differenza si vede, mate! Finisco di cenare e il sole ancora lì se ne sta, che fino a un mese fa neanche mi ricordavo com’è fatto. Tempo di uscire un po’ dalla tana, a godersi quattro passi in solitudine, anche perchè con quello che dà la tv… E tempo anche di sparring, quello vero, con un partner, le prove generali, in costume, dell’incontro. Aveva ragione il mio babbo, sai, quando cercava di tenermi lontano dalle zuffe, non importa quanti pugni dai, sono solo quelli che prendi a contare. E infatti non c’è esperienza più illuminante di una pacca, una pacca sul muso, un risveglio che dà un peso completamente diverso alla realtà. Non è un insegnamento gratuito però, fa male, fa male davvero, ma dopo, dopo la fine del round, dopo la doccia, quando esci per strada, molte delle cose che prima ti preoccupavano, sfumano via: non sono niente in confronto ad un pugno alla tempia. E aveva ragione anche l’odontoiatra: il cioccolato fa male ai denti, come mi ha spiegato a modo suo il tipo mulatto che mi sono ritrovato di fronte l’altra sera. Adesso anche alcuni strani esercizi che il buon Gigi ci faceva fare acquistano un senso. Saper trattenere il fiato dopo uno sforzo intenso ti torna utile dopo un colpo alle fluttuanti, quando per qualche secondo i polmoni si rifiutano di funzionare, e non puoi metterti in pausa. Finire la sessione rimanendo sdraiati e sinking into the mat, affondare nel tappeto, è una specie di acclimatamento, ti ci devi abituare perché prima o poi giù ci vanno tutti.

What’s on TV tonight?
Signore e signori, ecco a voi, alle ore 9pm del giovedì, Malattie Imbarazzanti. Uno spettacolo imperdibile di liposuzioni, psoriasi, incrostazioni varie e peni settantenni tempestati di vesciche infette. Il tutto ovviamente con dovizia di particolari e primi piani che non lasciano nulla all’immaginazione. Siamo in un paese democratico: la censura è bandita e la gente deve sapere. Per alzare l’audience si ricorre anche al vecchio espediente della gnocca. Con la scusa di educare le teenager al pap test, un’intera squadra femminile di hockey su prato viene denudata negli spogliatoi, istruita, e ripresa mentre si palpeggia le zizze. Quanta carne al fuoco. Poi si ritorna al vecchiaccio e ai suoi problemi al o del cazzo.
Tempo di reclame.

Parola di Gigi.
Allenati un po’ con pesi da due libbre per un jab fresco e croccante.

Urban (shitty) life.
Dopo cena mi faccio quattro passi sotto la pioggerellina d’Aprile, in Lancaster Gate. Ad un semaforo aspetto accanto ad una giovane coppia siciliana, tanto per cambiare si lamentano. Una cosa che lui non sopporta è che qui quando esce da un pub nessuno se lo fila, mentre in Italia, perlomeno nella sua Italia, quando te ne vai da un bar, un bar qualsiasi, tutti, avventori e oste, ti salutano calorosamente. Non andare in cerca buteleto, sono inezie, le cose che fanno veramente schifo a Londra, più del cibo, più del tempo, sono essenzialmente due: aria e acqua. E dì poco. Il sindaco ci ha assicurati in settimana che ogni anno l’inquinamento atmosferico si porta via più gente che gli incidenti stradali, e io che avevo smesso di fumare. A supporto dei suoi dati il fatto che, a un mese di distanza dal mio ultimo raffreddore, ancora mi ritrovo a combattere ogni giorno con l’irritante raspeghino da polveri sottili, in attesa che Ramasay se ne torni dalla Pasqua in India con un bel set nuovo di zecca di germi esotici. Se cerchi rifugio nell’underground, beh lì addirittura le polveri sono di grosso calibro, sicchè se guardi in fondo al binario riesci a scorgere la foschia, gli atomi epicurei dopo una cura di steroidi. A pensarci, un posto chiuso dove ogni giorno passano milioni di persone, solo di forfora ti salta fuori una pista da fondo. Vuoi schiarirti la gola con un bel bicchiere d’acqua? Incosciente, dalla padella alla brace. C’è poco da biasimarli, gli imbriagoni d’Inghilterra, è più salutare lavarsi i denti con la birra che usare ciò che esce dal rubinetto. L’acqua del sindaco qui è dura, dura, dura, un viagra naturale, con quel suo tipico retrogusto di uovo marcio. Una miscela così caratteristica che una famosa marca di the ha selezionato un infuso specifico per l’acqua particolarmente ricca in calcare. Londonesi, finalmente anche voi potrete gustarvi un buon the, lo slogan. E alè. Ma tranquillo/a, la mia landlady ti riassicura, lei si è cosi abituata che non riesce più a bere l’acqua minerale, non sa di niente.

Fighters.
Jimmy “the Shower Prince” è un agonista inglese sulla soglia dei diciottanni. Viso da furetto, il nostro giovane eroe incarna il prototipo del pornodivo: fisico statuario, assenza totale di peli, e ovviamente tutto il resto. Ma come recita l’adagio popolare chi ha il pane non ha i denti e il nostro Jimmy i denti ce li rimetterà presto anche fuori di metafora, se continua così. Eh sì, perché il poverino c’ha solo e nient’altro che i pugni per la testa, non parla d’altro e si allena con un impegno di quelli rari. Il talento non gli manca, picchia eccome, ma gli auguro: passera. Ehm, passerà.

E anche a te, laggiù, dacci dentro con la primavera…
Deividi “the materasss” Maiòsiiiiiii.

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