Una carezza in un pugno – Round Five

Ok guy/gal,

sprìnttt (corri sul posto vorticosamente e intanto spara pugni a raffica) for twènty, saltare raccogliendo le ginocchia al petto for fifteen, corsa sul posto, sprint for twenty, su le ginocchia for twènty, sprint for twènty, piegamenti sulle gambe for twenty, ovviamente: sprint for twenty, sciogliere le anche, saltare, corsa sul posto, indovina: sprint for twenty, piegamenti sulle gambe for twenty, corsa sul posto. Da capo al segno. Adesso giù a terra. Portare le mani sulle ginocchia, rimanere immobili for the count of ten, riposo, ancora for twenty, e ancora subito dopo. Now, sollevare i piedi di cinque, sei pollici, fermi lì for ten, poi twenty, poi twenty ancora. Vai con gli addominali classici, twenty lentissimi, alti, poi bassi. A pancia in giù, piegamenti for ten, il mento deve toccare terra, poi altri ten, rilassate five seconds. Sulle nocche, ten. Altri ten. Su in piedi e… sprint for twenty, piegamenti sulle gambe, saltare, sprint for twenty, corsa sul posto. Fermi lì, inspirare, trattenere il respiro per ten. Respirare. Adesso per fifteen. Dentro per il naso, fuori dalla boccaaaa… eee… Stop! per fifteeen. Ok, good, rilàx. Stanco/a? A chi lo dici. Decisamente un brutto quarto d’ora quello che il buon Gigi ci fa passare a fine allenamento. Ma, come ci fa notare sibillino: “Se non provate dolore qui, proverete dolore sul ring. Ed è un dolore molto diverso.” E in effetti se sei un/a pelandrone/a e cerchi una motivazione per allenarti sei giorni su sette, non c’è niente di meglio che la prospettiva di essere preso a cazzotti dall’energumeno di turno. Consolante è il fatto che il mio presunto massacratore non si è fatto più vedere, tanto meglio, e il livello medio si è decisamente ridimensionato. Dalla mia ho pure un paio di settimane di vantaggio sulla seconda ondata di volontari, ma ricordati Davide: la guardia si abbassa dopo l’ultimo gong. Intanto però concediamoci anche un po’ di svago.

Fighters.

Ed, un tipo bislacco, corre come un pupo siciliano, colpisce con il palmo, ogni volta suggerendo inconsapevole l’atto sessuale. Con me si limita a brevi scambi di battute, quando parla davvero, con gli amici, è tutto un fucking di qui, fucking di lì, fucking da dietro. Che cosa lo ha spinto a cercare morte certa nel quadrato? Boh, suonava divertente, e parte con un risolino. Auguri Ed, auguri.

Nightlife.

Lo studio delle abitudini indigene mi ha portato sabato sera in Piccadilly Circus e successivamente a Soho, il cuore pulsante della vita notturna londinese. La gente con cui ero (colleghi di amici di parenti) mi ha fatto prendere tre metro per farmi poi risalire in superficie a credo poche centinaia di metri da dove ero partito. Lì si svolgeva un esclusivo party con presunti vip di London e, grazie ad amici di colleghi di amici di parenti, si avevano gli inviti. Io comunque me ne sono rimasto alla porta, le mie scarpe da trekking, oltre a non essere affatto impermeabili, sembra non si adattassero al loro standard… Della serata ricorderò sempre un cubista, un body builder un po’ ingrassato, nella vetrina di un pub, mentre si dimenava come un forsennato, in slip e papillon, al ritmo della techno più trendy. Il personaggio in questione era chiaramente in debito di ossigeno, il sudore, la smorfia di dolore e il corpo tutto gridavano Pausaaaaaa!!! Quello che più mi ha colpito tuttavia era il suo viso: ho scoperto il figlio segreto di Benny Hill.

Una gita a…

Oxford, un paesotto di neanche 200mila abitanti, notoriamente sede di una delle università più antiche e prestigiose del mondo. Il suo blasone: un castoro anoressico con il mal di gola e un elefante con il morbillo salvano una vacca dall’annegamento, il suo motto: la verità è forte, a cui andrebbe aggiunto: ma la valuta di più. E infatti se non sei disposto a mettere mano al borsello, hai poco da fare nel cuore della tradizione accademica inglese. Vuoi farti un giro nei cortili frequentati da Lewis Carrol? Quattro pound. Vuoi vedere la cattedrale che ha ispirato il salone di Harry Potter? Sei pound. Vuoi salire su una cunetta di venti metri per vedere la città un po’ dall’alto? Un pound. E così via per chiese, campanili, torri e minicastello del minigolf. Si paga pure per visitare le case dello studente, oddio, son ben diverse da quelle in cui ho abitato, che di medievale avevano solo l’impianto idraulico, ma sempre dormitori sono. Decido di boicottare la mercificazione speculativa del bene culturale, insomma: faccio il taccagno, e mi accontento di dare un’occhiata ai locali musei di storia e della scienza, che dopo i corrispettivi londinesi è un po’ come vedere l’Arena dopo essere stati al Colosseo, o Vicenza dopo essere stati a Verona e via dicendo. Visto che poi rimangono ancora due ore all’autobus per il ritorno, non resta che praticare la nobile e antica arte delle vasche, avanti e indietro come un mona a spasso per Legnago. Uscendo dalla città, pago il sonno arretrato quando io e mia sorella veniamo bloccati dalle autorità: chi siete? Cosa portate? Sì, ma quanti siete? Due pound.

Saluti Messere/Madama,

Deividi “the Spilorch” Maiòsiiiiiiiiii.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in People, Una carezza in un pugno. Contrassegna il permalink.

Lascia anche tu un Commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...