Ma come fanno i marinai – Chapter Fourteen

Emergenza tsunami,

tutti sottocoperta! Te lo dicevo io, c’era da aspettarselo, la crisi non perdona nemmeno gli avventurieri ed ecco arrivare l’annuncio fatale: sulla barca siamo in dieci di troppo. Considerando che sono tra gli ultimi arrivati e che non ho ancora ben chiara la mia situazione previdenziale, maledetta la mia avversione per la burocrazia, vedo già gli squali girarmi attorno fiduciosi. Ed è solo la punta dell’iceberg di tutti i casini in cui mi sono andato a infilare e che ora sono in rotta di collisione con me. (Comunque ti volevo riassicurare sul fatto che, nonostante il Titanic montasse una bussola di produzione della mia azienda, è stato accertato che essa funzionava ancora correttamente quando è stata ripescata e nessuna responsabilità le può essere attribuita nel disastro.) La mia maledetta avversione per la burocrazia, infatti, mi ha fatto pure prendere con leggerezza la domanda per il visto di ingresso della morosa. E glielo hanno rifiutato, i precisini, e a me mi tocca di riprovarci in altra maniera più complessa, impegnativa e dispendiosa. Se ancora non ce la si fa, la soluzione ultima è mollare gli ormeggi e fare rotta per il Mediterraneo. La poverina, la detesto a tal punto che ho deciso di continuare a farle soffrire la mia presenza, quando potrei semplicemente non pensarci più e darmi al prossimo porto. Irrazionalità maschili. Che fare. Persi par persi, mejo consolarse, ‘ndemo al Paradiso a imbriagarse. Di gnocca…

Save my soul.

Quando la tua vita rischia di andare a puttane, gioca d’anticipo: vacci prima tu. Il paradiso in cui ho scelto di ritirarmi, lontano dagli affanni mondani, a meditare sulla vita e il suo travaglio, la muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia, è il tempio mistico della patatina, l’Himalaya dei sensi, il locale di lap dance più famoso in città. L’equipaggiamento scelto per festeggiare degnamente il San Valentino è la classica tenuta dello sporcaccione attempato: occhiale da sole alle dieci di sera, sciarpona mimetica ai limiti delle leggi antiterrorismo e, naturalmente, coupon ingresso omaggio strappato dal giornale gratuito della metro. Supero una schiera di gorilla minacciosi, scendo, materialmente e moralmente, almeno un milione di scale ed eccomi nel luogo della perdizione. O più semplicemente in un pub con un palo in mezzo. Avvinghiate ad esso, si susseguono ballerine in topless dallo sguardo annoiato in performance tecnicamente impeccabili. La clientela scarseggia: un gruppetto di ragazzini cinesi al limite dell’età legale, il sosia di Eddie Murphy in quel film dove fa il dottore panzone, un tavolo di presunti gangsta rapper e comitive di sviluppatori software. Gente come me, penso. Naaaaaaaaa. In un tavolo accanto al mio arriva un tipo dall’ascella ignobile, sembra uscito da uno sketch dei Monty Python. Ossessivamente mi chiede quindici volte di fila quanto ho speso per entrare e palleggiando con le sopracciglia mi fa notare: ehi, ehi, sono senza reggipettooo!!! Mm, sì, ecco, bravo caro, adesso torna a farti i cazzi tuoi. E le “artiste”? Beh sì, insomma, tutto qui? Ovviamente no. Il locale pullula di signorine in guepiere o bikini che ti si siedono accanto e cercano di convincerti ad andare nel loro “ufficio”. Lì balleranno per te una mezz’oretta, senza che tu debba tenere per forza le mani al loro posto (toccare è altrimenti vietatissimo), per una cifra che varia dai 150, curiosamente le più carine, ai 250 pound. Ogni volta cortesemente rifiuto, mi si chiede il perché e io neanche ci provo a spiegare che con quei soldi ci adotti un bambino a distanza per sei mesi, sarebbe fuori luogo. Non lo capisce neanche la mia morosa lontana, che per una borsa è capace di spenderci il doppio, ma meglio non pensarci. Tornando a noi, tranne rare eccezioni di tipe sbrigative (ciao, vuoi venire su?), il copione è più o meno standard: “Hellooo, come ti chiami?” “Davide” “Ooooooohhhh, e da dove vieni?” “Da Venezia” “Ooooooooohhhh, bellissima, e voi italianiiiiii” “E cosa fai qui a Londra?” “Il marinaio.” “E sei solo?” “Sono sempre solo. (sorriso sornione)” “Mmmmmhhh. E’ la prima volta che vieni qui?” “Sì” “E così stasera hai deciso di divertirti, eh?, cos’hai in mente?” “Niente, mi sto bevendo una birra.” Eccetera, fino alla domanda decisiva e alla risposta deludente.

In questa dozzina di incontri scopro di essere bello e sensuale, esotico e affascinante. Alle volte. Una brasiliana birichina e tatuatissima mi dà però qualche anno di più e rimedia alla gaffe spiegandomi: porque ses careca, estas pelado. Ok bella, ciao.

Arrivano due sponsorizzate Michelin, una quantità spropositata di silicone disseminato ovunque, stanno assieme e mi propongono un double trouble, un doppio guaio. Non ne avessi già abbastanza di miei, la prossimaaa.

Un’altra Barbie di plastica, londinese doc, è troppo svampita e ubriaca da sembrare vera, forse un prototipo di qualche robot. Dimentica le battute, si sente un fallimento. La aiuto un po’ con il dialogo e con la sua autostima. Tranquilla, sei un bel gioiellino, ma prova a cercare un altro lavoro. Di nuovo si scusa del disturbo, mi ringrazia per la comprensione e va al banco.

Poi ecco Luisa, di Cologno Monzese, bruttina e carissima. Sono molto curioso e provo a farle qualche domanda, purtroppo non scopro molto di lei, che gentilmente mi spiega deve continuare a lavorare. Perché di questo ovviamente si tratta. Mi chiedo se sia chiaro a tutti questi sfigati o se ogni tanto c’è qualcuno che “ci casca” e ci lascia giù lo stipendio.

Ma ecco arrivare una russa nasona con l’apparecchio ai denti. Mi confessa di essere sempre eccitata, non so perché, sono sempre così eccitata, mmmhh, così eccitata. Le scoppio a ridere in faccia, lei non se la prende, non capisce forse, e con finezza impareggiabile mi chiede cosa c’è che non va, i miei pantaloni non sono gonfi come dovrebbero. E in effetti il mio corpo è impassibile, l’erotismo è ben altro. Finito il catalogo, le tipe capiscono c’è poco da spennare e mi lasciano a me stesso, alla boxe in tv. Finisco la mia seconda Corona e me ne vado. Tutto sommato un diversivo alla noia della mia cabina, ci tornerò. Con il prossimo coupon.

And you? Are you sooooooooo horny? Yeah! Sooooo horny and naughty too! I can be vèry vèry naughty, do you know?

Byyyyyyeehh.

Davide.

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