Ma come fanno i marinai – Chapter Seven

Naufrago in vistaaaaa,

compagno/a di viaggio, se leggi questa mail significa che sono sopravvissuto al Natale e che puoi scolarti del grog fetido alla mia salute. La mia prospettiva era passare una lunga giornata barricato nella mia cabina, mentre sul ponte tutta la famiglia della landlady si dava ai bagordi. Invitato a partecipare, proprio non me l’ero sentita, chettedevoddì, l’imbarazzo… chenneso’. Comunque l’isolamento forzato non mi turbava affatto. Turbava invece la mia tutor, la quale, vedendomi solo soletto, cucciolino abbandonato, si è tutta rattristata e mi ha detto che potevo andare con lei nella malfamata Croydon da amici, per un paio di giorni, visto che a Natale il trasporto pubblico non esiste e che lei sarebbe rimasta per il resto delle vacanze. Fammi capire: non sarai stato così incoscente da rifiutare l’invito della tua padrona di casa per andartene, solo in un paese straniero, a casa della famiglia di un amico di una che hai visto due ore in vita tua, che per quello che ne sai potrebbero essere cannibali o stupratori o trafficanti di organi o testimoni di Geova o quelli della Mondial Casa, che se lo sapessero i tuoi verrebbero a prenderti a piedi pur di non lasciarti fare una cosa così cretina? Naturalmente sì!, ho accettato e sono rimasto per tre giorni ostaggio di un amabile consulente architettonico libanese con la passione per la cucina e della sua moglie argentina, in un viavai di ospiti dai sette mari. E adesso che sono ritornato nel mio bugigattolo, a trangugiare zuppe in scatola, il ricordo del pane fatto in casa, dei giochi di società, della sosia piatta e un po’ ciucca di Pamela Anderson… la sindrome di Stoccolma.

Ma adesso è tempo di rimboccarsi le maniche in vista del prossimo esamaccio di fine corso, visto che non sono riuscito a portarmi a letto l’insegnante e che ormai è un punto di orgoglio…

Lotta di classe.

La mia compagna di studi castellana, o cortigiana?, comincia a starmi un po’ sul cazzo. Convengo con lei che i figli dei ricchi possano ricevere un’istruzione migliore, essendo le scuole private inglesi realmente superiori alle pubbliche, anche se si stanno riempendo di rampolli russi e asiatici – osserva. Gioisci nel vivere in un paese in cui gli istituti pubblici non hanno nulla da invidiare a quelli privati (in quanto a basso profilo?). Quando però azzarda la teoria, a suo dire largamente confermata dai fatti, che geneticamente le classi elevate siano più intelligenti, qualcosa mi prude. Le mani ovviamente. Evito di spiegarle come le menti più brillanti che io abbia conosciuto, compreso qualche vero genio, venissero tutte dal ceto medio o meno medio, e invece, memore di quando il ragazzino di campagna svergognava i pupilli della Verona-bene, con grande disappunto dei genitori abbienti, sfodero il mio sorriso “adesso ti faccio vedere io”. Come uno sbruffone che ignaro attacca briga con un pugile, la poveretta si ritrova ad incassare la mia schiacciante superiorità accademica, poi prova a rilanciare prenotando una serie di costose lezioni private stile cepu, poichè preferisce l’appoccio one-to-one – dice. Il minuscolo Buddha dentro di me prova a dirmi di lasciar perdere, ma ormai è troppo tardi, è battaglia aperta e io mi ergo a paladino del quasi-proletariato contro l’arroganza di una aristocratica non-troppo-decaduta figlia di Albione. Tifa per me!

Humour inglese.

La Chiesa Anglicana, la cui massima autorità è la regina, si è finalmente decisa a ordinare vescovi donna. Almeno così si divertiranno un po’ anche i ragazzini abusati.

Humour mio.

Dopo l’ultima deludente performance, pensi sarà dura al prossimo Sei Nazioni per lo Stato del Vaticano?

News.

Nella cucina di casa mia rinvengo una copia del Daily Mirror, storico quotidiano scandalistico, e con dispiacere scopro le foto che testimoniano l’imperdonabile colpa di cui si è macchiata una certa Kate Moss: l’essere uscita di casa per ben cinque volte con lo stesso pellicciotto. Oddio, sapessero che metto ancora roba dei tempi del liceo. Ma il dispiacere nasce dal sapere quanto questi “giornali” vendano, mentre i quotidiani di news, non molto più seri a dire il vero, stentino. Alcuni di loro si ritrovano costretti alla distribuzione gratuita per sopravvivere con la pubblicità. D’altronde, stiamo pur sempre parlando di un paese in cui ancora la grande maggioranza pensa che la guerra imperialista delle Falklands sia stata sacrosanta, ma Free Tibet, mi raccomando.

Food.

Una tipica ricetta inglese del periodo natalizio, del periodo proprio. Prendi un paio di patate, stranamente sbucciale, falle a pezzettoni e metti questi ultimi nell’unica pentola che IO sono uso adoperare in quella cucina, quella pulita e risciacquata insomma. Poi aggiungi acqua, metti un coperchio e lascia il tutto lì, su di un fornello spento, per almeno tre giorni. Quello che succede poi non te lo so dire. Nel frattempo però ho dovuto andare avanti a panini.

Ma adesso caro/a ti devo proprio salutare, la lotteria natalizia del cesso (siamo in cinque adulti intestinalmente attivi contro un solo bagno) ha appena estratto il mio numero e devo correre, se non voglio perdere la priorità acquisita.

Fuocooooooo!

Davidino cannoniere.

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