Ma come fanno i marinai – Chapter Four

Tutta a drittaaaaaaa!

Ciao bucaniere/neve Doria, è tutto un fiorire di gioia e allegria nel paese del sole, isn’t it? Qui invece è un continuo combattere con l’umido e il freddo. Starsene in maniche di camicia in un ufficio mal riscaldato tempra lo spirito e attira i malanni, ma sicuramente la cosa più divertente è pranzare con un mio collega nella cella frigorifera adibita a mensa, con la forchetta che schiva la bocca per un brivido improvviso al braccio e le parole che ogni tanto assumono un vibrato da yodel per il generale tremolìo corporeo. In compenso la casa si è riscaldata della presenza del figlio della landlady, che ha da lei ereditato la tendenza al caos e che dormirà in salotto con la moglie fino a gennaio. Per me era come se lo conoscessi da una vita, con le pareti costellate delle sue foto in ogni età, evento, e condizione tossicologica possibile. Vedremo com’è, intanto lo lascio là al suo posto e mi faccio i cazzi miei. Sì perché, come ogni bravo ometto, non sto fermo un attimo e la cosa positiva è che passo circa il 100% del mio tempo a fare cose che mi piacciono. Non a fare tutte le cose che mi piacciono, ma, ragazzo/a!, (con l’accento del compianto Bongiorno) non è per niente un cattivo risultato, eeeh?

Un (altro) folle a Londra.

Se ci pensi guidare la metro è un lavoraccio, sempre sottoterra, sempre attento a non fare guai, i turni, i suicidi… E infatti, quando li senti all’interfono i macchinisti, con i loro accenti da Indie occidentali e orientali, gemono bovini: mind the dooooors, mind the dooooors, che sembrano implorare l’eutanasia. Ieri però, tornando dal lavoro mi sono ritrovato ‘sto personaggio che ci ha preso gusto con gli annunci, forse anche con la birra, e ha cominciato a uscirsene con: “Per favoreee, non state in mezzo alle porteeee, che tanto non ci state e fate ritardare gli altriiii. Un pessimo modo per perdere un amicoooo.” “Attenzioneeeeee, tre settimane a Nataleeee”. “Se non state in mezzo alle porte e fate i bravi vi porto a casaaaaa”. Ah, un’animo affine.

Wow.

Uno dei migliori spettacoli che puoi goderti in Aid Parc è l’uscita mattutina della cavalleria, che ha una grossa caserma lì accanto, a Knightsbridge. Almeno duecento militari a cavallo che avanzano compatti e maestosi per le vie del parco. Dietro di loro la più grande scia di merda che io abbia mai visto.

Running.

Sempre stupefacente è la passione per la forma fisica di alcune donne inglesi. Pensa che hanno persino inventato un passeggino con tre robuste ruote tubeless che può essere spinto di corsa. Una meraviglia queste neo-mamme che spingono affannosamente i loro pargoli con cronometro al polso. L’apice comunque è vederle slalomare quando imboccano ignare la strada appena percorsa dalla cavalleria.

CCTV.

Per un quarto della popolazione mondiale, la CCTV è la RAI cinese, con una mezza dozzina di canali, perché sono in tanti. Per gli anglosassoni invece questa sigla ti segnala la presenza di una Closed Circuit TeleVision, o Candid Camera TV, non ho ancora capito. Anyway, sono molto di moda qui, queste simpatiche telecamerine che ti spiano al parco, in gelateria, nelle vie più o meno fighette. Le puoi trovare davanti alle ambasciate, attorno agli edifici militari ogni due iarde, ma anche al pub, dal kebabbaro, allo zoo, in vetrina, in palestra, in biblioteca, in qualche luogo di culto, dentro il tuo frappuccino. Anche sui taxi. Su un dabol-decher (gli autobus rossi a 2 piani) ne ho contate 8, con una tv al secondo piano che ne mostra in sequenza le immagini. Una, l’ironia inglese, addirittura puntata sulla porta del mio ex-vicino di casa George Orwell (quello di 1984). Accanto ad un banco frigo di gamberi e salmone, al supermercato, si scusano pure e ti spiegano come registrare tutto su videotape serva ad assicurare la freschezza del pesce. Mah, di sicuro c’è che da quando hanno seminato occhi elettronici ovunque, le pareti della metro sono diventate più pulite delle piastrelle del mio bagno. A proposito, un aggiornamento:

Storie flash di ordinaria igiene.

Esce il giovane rampante dal negozio di ciambelle. Squilla il telefono, cade la ciambella sul lurido marciapiede. Devo continuare? Per la cronaca nemmeno ci ha soffiato sopra.

Tanto non credo il suo sapore fosse molto meglio prima del “tocio”. A proposito, è ora di cena, le 10 e un quarto pm, stasera la cambusa offre: zuppa in scatola (half-price at Tesco!), con crostini di telecamera,

buon appetito.

Davide.

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