Tutta mia la città – Issue Nine

Ciao Gigio/a/etto/etta,

come stai vivendo i momenti difficili che attraversa la famiglia Marrazzo? Ma soprattutto, se non te l’ho già chiesto, secondo te che cosa mai doveva fare ‘sto trans per cinquemila euro? Guarda che son tanti, eh? Una “golden shower”? Uno “steamer” o “cravatta” che dir si voglia? Un “baffo messicano”? Un po’ di “tea bagging”? Una “dp”, magari triple caramel? Il leggendario “rusty trombone”? O forse si trattava semplicemente di un’inculata?

Ma lasciamo da parte l’umorismo più gretto e idiota e veniamo al sodo.

Qualche anno fa, in un’intervista, è stato chiesto a un politico cinese se considerasse la rivoluzione francese un evento storico positivo. Troppo presto per dirlo, la risposta. Evidentemente lui conosceva la storia del suo connazionale proprietario di un cavallo. Un giorno il cavallo morì e tutti i vicini gli fecero visita per consolarlo dopo la disgrazia. Troppo presto per considerarla tale, disse lui. E infatti il giorno dopo suo figlio, nei campi, di cavalli selvaggi ne trovò ben due. Tutti i vicini lo andarono a trovare per festeggiare il colpo di culo. Immagina quello che disse. E quello che disse ai vicini quando andarono a trovarlo perché il figlio, domando un cavallo, si ruppe una gamba. E quando lo andarono a trovare il giorno successivo, in cui l’esercito si portò via a morire in guerra tutti i giovani maschi sani del villaggio. La morale credo sia che anche in Cina i vicini non si fanno mai i cazzi loro.

However, i tizi del mio primo colloquio, dopo la mia fallimentare prova di programmazione, non se la sono sentita di propormi un contratto. A tempo indeterminato. Mi hanno invece offerto un sei mesi full-time (37 ore settimanali, non so perchè), che sembra mi commuteranno in permanente se non farò grosse cappelle. Il ruolo sarebbe “junior”, il che significa che potrei lavorare solo con qualcuno al mio fianco, seguendo un percorso, pardon, una rotta prestabilita con verifiche mensili. Mah, d’altronde stiamo pur sempre parlando di un popolo che si mette in coda perfino al bancone del bar. Dopo averci pensato un paio di giorni, aspettando notizie su altri fronti, ho accettato. Sembra che abbia fatto quasi centro al primo colpo.

La storia del villico orientale mi è venuta in mente pensando a chi faceva un po’ di fatica a trovare del senso nella mia partenza. In piena crisi mondiale abbandonare il proprio paese, e soprattutto un posto di lavoro fisso, per cercare fortuna oltremanica, dove la recessione è addirittura peggiore (la scorsa settimana ci siamo fatti superare anche dall’Italia), beh, sembrava una scelta autolesionista. Adesso però salta fuori che nella mia vecchia azienda si venga invitati a fare ferie e il panettone chissà se lo mangeranno tutti quest’anno. Dal canto mio, sembra che, al netto di cambio valuta, tasse e differente costo della vita, avrò un incremento del mio potere d’acquisto reale di circa il 50%. Sì, c’è scritto cinquanta. Inimmaginabile.

La strada è ancora lunga e si fa sempre in tempo a rompersi una gamba. E infatti, solo dopo la firma del contratto, il tipo mi dice che il prossimo settembre l’azienda si trasferirà a 50km da lì, in aperta campagna. Alla faccia della strada lunga. Collegamenti ferroviari scomodi e a costi proibitivi (350 pound al mese + altri 150 di metro per arrivare in stazione), prospettive lavorative per la mia donna, in ambiente rurale, nulle. La gamba da rompere era quella del tipo, ovviamente! Ma vedremo, ci sono tanti scogli da superare prima.

D’altronde, come insegna il clima britannico, è irragionevole pensare che faccia bel tempo per un giorno intero, figurarsi una vita.

E così, nella migliore tradizione dei telefilm americani per famiglie, pateticamente chiudo con quello che ho imparato in queste nove settimane e mezzo di passione: se ti capita di sentire il pirata dentro di te che grida avventura, nuovi porti e isole del tesoro, grog e bagasce, risse e arti in meno, ascoltalo! Ne vale sempre la pena.

Ah, e non salpare senza una bussola Alan Daves!

A presto caro/a/issimo/issima,

Davide.

PS: naturalmente grazie per il tuo supporto morale in queste lunghe giornate, è sempre un piacere sentirti. (Se sei donna/ragazza) Ricambierò con del supporto fisico. Starai bene tra le braccia vigorose e l’aroma di sale di uno spavaldo marinaio della bassa veronese. Promesso!

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