Tutta mia la città – Issue Two

Carissimo/a,

probabilmente non avrò risposto alle tue notizie, ho molto tempo libero ma non così tanto. Comunque sappi che ti porto nel quore e che le ho lette con commozione, non fare il permaloso!

Come te la passi? Qui, niente sesso siamo inglesi. E visto che chi non lavora non fa l’amore, senza formalizzarci troppo sulla logica lasciamo perdere la mia ricerca di impiego e tocchiamo argomenti più importanti.

Storie di ordinaria igiene (da non leggere in prossimità dei pasti):

Esistono numerose leggende sulla scarsa propensione alla pulizia oltremanica. Sono vere. E con il gusto dell’orrido ho deciso di regalarti qualche conferma.

Innanzitutto però voglio spezzare una lancia sulla schiena degli ipocriti che schifati vanno dicendo: in Inghilterra non ci sono i bidet. In Italia sì, ma quanti li usano? Francamente negli ultimi 13 anni ho fatto il 90% delle mie evacuazioni in facoltà o in ufficio (delizioso espletare percependo stipendio) e in nessuno dei detti bagni c’era un bidet. Anche anche ci fosse stato, chi si sarebbe mai fidato. Considerandomi una persona dalle abitudini defecatorie abbastanza nella norma, mi viene da pensare che la presenza del bidet nei bagni italiani sia perlopiù decorativo-simbolica, un monumento all’orgoglio della pulizia nazionale. Comunque, i motivi della nostra schiacciante superiorità igienica stanno altrove… alla prossima puntata.

Open House Day:

e così ogni tanto qui fanno ‘sta giornata in cui tu vai da uno, gli dici fammi vedere casa tua e lui ti deve accontentare. Un’occasione da non perdere per chi vuole entrare nell’ufficio del sindaco o nel caveau della banca di Londra o dove ha tirato le cuoia Jimi Hendrix e, perché no, per chi desidera arricchire la propria collezione di posacenere rubati.

Io invece sono rimasto su una panchina come un pirla ad aspettare mia sorella fino a che non mi ha ufficializzato il pacco. Ho dovuto ripiegare su un’ inutile partita a scacchi giganti in Trafalgar Square e un giretto di perlustrazione alla National Gallery.

Italians:

Su un quotidiano locale (il Times, mi sembra si chiami), una foto di Danni DeVito accanto ad una biondazza chilometrica portava la didascalia: “Sembra che Silvio Berlusconi abbia una nuova ‘amica’.”

Save my soul:

questa domenica la mia anima e la mia vescica hanno trovato conforto in una locale sede della “Second Church of Christ, Scientist, London, a branch of the Mother Church, the First Church of Christ, Scientist, in Boston, Massachusetts, USA” o scientisti, per gli amici. Purtroppo erano così in pochi che alla fine della funzione mi hanno notato e subito braccato, al che, per divincolarmi, ho dovuto raccontare che sono un giornalista italiano freelance e che sto scrivendo un reportage sulle varie religioni praticate a Londra. Il che, a ben pensarci, non si allontana troppo dal sentiero della Verità. La cosa ha destato scalpore, così sono stato sommerso di domande, ho dovuto farne anch’io per non farmi sgamare e prendere qualche appunto sul mio inseparabile notes del Lidl. Ho ricevuto una montagna di materiale cartaceo, compresa una pesante copia di 600 pagine del loro testo di riferimento, Science and Health, e il biglietto da visita del portavoce ufficiale della sede londinese. Non vogliono proprio fare brutta figura. Essenzialmente questi tizi hanno un bel giardino e dei bagni puliti, una chiesa sovradimensionata credo di seconda mano e cantano poco. Un uomo e una donna, eletti annualmente, leggono a turno dei passi della Bibbia e la loro interpretazione secondo il summenzionato testo, scritto da una guaritrice americana. Verso la fine passa il tizio delle offerte, io vuoto il borsellino dei centesimi, altri staccano addirittura assegni. Non esiste clero e non hanno sacramenti ma obbligano la gente a sposarsi in comune prima di scopare. Una vecchia mi dice che nottetempo la preghiera le ha guarito il mal di denti e mi passa l’indirizzo della sede italiana dei cristiani scientisti. Io vorrei ricambiare con l’indirizzo di un cristiano dentista ma lei non afferra la battuta.

Tutto qui, per ora.

See you next time!

Yours friendly,

Davide.

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